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Autore: Hiram

Bambini Stressati fin dalla nascita

Tra gli studiosi delle origini e dello sviluppo delle strutture mentali, verso l’ottimalità piuttosto che verso la patologia, del bimbo e poi dell’adulto, esiste ormai da molti lustri una convergenza nell’affermare che la qualità delle strutture interne della personalità, e l’intelligenza stessa, dipendono da quanto si è strutturato nelle interazioni precoci del bimbo con i suoi caregivers. Quanto più precoci esse saranno state, tanto più incisive saranno, e decisiva la loro strutturazione per come poi si strutturerà lo sviluppo nelle successive esperienze; quanto migliori, tanto più è probabile che l’individuo si sviluppi bene, cosicché da adulto sia in grado di fronteggiare situazioni difficili, stressanti, senza scompensarsi.

Le prime esperienze servono a imparare come si imparerà, ovvero, per dirla con Bion, come si apprenderà dall’esperienza (Bion, 1962). In queste strutturazioni precoci, tanto si è parlato di “cure materne” e delle relative carenze come causa di psicopatologia: un po’ meno si è discusso in cosa esattamente esse consistano, e cioè della loro qualità, rispetto ad una loro efficacia di buon sviluppo piuttosto che come pregiudiziale iatrogena per la futura persona.

Tra gli studiosi che si sono occupati di questo aspetto, c’è una relativa concordanza nell’avere individuato la chiave del problema non semplicemente nella quantità di presenza dei caregivers con il bimbo, ma nella qualità di questa presenza, cioè nella partecipazione dei caregivers alle nascenti capacità mentali del bimbo: queste dovrebbero essere cogenerate in un dialogo non verbale che implica una particolare capacità di comunicare da parte dei genitori, nelle interazioni col bimbo, in modo che egli possa costruire le sue prime strutture mentali. Questo “dialogo” non verbale, non distaccato né intrusivo, avviene spontaneamente se i caregivers possiedono queste capacità e ovviamente se possono rimanere col bimbo per tempi sufficienti e con piena attenzione, in modo che il di lui pensiero si sviluppi nell’essenza affettiva della relazione.

Si è parlato di intelligenza emotiva, (Greenspan, 1981, 1997; Goleman, 1995) o intelligenza del cuore (Greenspan, Benderly, 1998). Notevoli studiosi di neuroscenze hanno confermato (Schore, 2003a, b) come la maturazione cerebrale (in particolare del cervello destro) dipenda dalla qualità delle interazioni coi caregivers.

Si tratta della “affect regulation”, oggetto di tante ricerche sperimentali (Schore, 2003a, b) psicologiche e neuropsicologiche, che si stabilisce tra madre e neonato/bimbo, e che agisce soprattutto in epoca preverbale, strutturando la funzionalità psichica e le reti neurali del bimbo, con particolare riguardo alle funzioni emotivo-affettive (quelle che più tardi potranno essere chiamate carattere, o personalità, o stili di vita, stili di attaccamento, disposizioni relazionali, o anche temperamento) e alla qualità strutturale della sua regolazione psicosomatica.

Tale regolazione dipende dalla struttura psichica materna e avviene attraverso la comunicazione non verbale spontanea (interazioni comprese) che intercorre tra il caregiver e il bimbo: questi apprende le modalità strutturate e strutturanti della madre nella misura in cui vi è una sintonizzazione (Stern, 1977; 1987) dei messaggi che viaggiano sui media non verbali. Un tale apprendimento è funzionale per un ottimo sviluppo del bimbo nella misura in cui c’è sintonizzazione dei messaggi e nella misura in cui la madre ha una buona struttura mentale da trasmettere e per trasmettere in modo sintonico; oltrechè, ovviamente, voglia e tempo di essere vicino al bimbo in modo che la trasmissione abbia adeguato spazio. Tale apprendimento può però al contrario essere disfunzionale (iatrogeno, patologizzante) nella misura in cui manca la sintonizzazione (affect disregulation), vuoi a causa della struttura psichica materna, vuoi della discontinuità di spazi e tempi sufficienti perché la comunicazione possa avere luogo.

Una tale regolazione avviene fin da prima della nascita, in epoca fetale: particolarmente studiato è stato lo stile di attaccamento prenatale della madre e lo stile di attaccamento del neonato e del bimbo (Imbasciati, Dabrassi, Cena, 2007; Della Vedova, Dabrassi, Imbasciati, 2007; Della Vedova, Tomasoni, Imbasciati, 2006) ed ancor prima è stata studiata la regolazione psicosomatica dei parametri fisiologici corporei da parte della madre sul piccolo (Hofer, 1978, 1981; Taylor, 1987). La letteratura psicoanalitica ha finemente concettualizzato il processo di sintonizzazione in relazione alla descrizione della capacità di rêvérie materna. Questa consiste nella capacità (automatica e acquisita dal caregiver quando a sua volta era piccolo nella relazione coi propri caregivers), di una comprensione emotiva empatica nei confronti dei vissuti del bimbo, attuata mediante modalità psichiche simili a quelle del sogno (donde il nome: rêvé, rêvérie, usato anche nella letteratura anglosassone) e nella immediatamente successiva capacità materna di restituire al bimbo un messaggio al livello in cui egli lo possa recepire e “capire”; cioè possa apprendere (Fonagy, 2001; Fonagy, Target, 2001). Sulla scorta della teorizzazione bioniana (Bion, 1962; 1963; 1965; 1967; 1970; Imbasciati, 2008b), la capacità di rêvérie viene descritta come possibilità della mente materna di accogliere le identificazioni proiettive espulse dal bimbo (oggetti cattivi) e di metabolizzare restituendogli messaggi pensabili. La madre insegna a pensare al suo bimbo. Ha così luogo l’apprendimento del neonato e del bimbo in epoca preverbale, quale fondamento da cui dipenderà la qualità di ogni suo successivo apprendimento e pertanto la costruzione della sua mente (Imbasciati, 2006a, b).

Con tali premesse dobbiamo considerare ciò che con etichetta sbrigativa (malintesa da chi non è sufficientemente documentato) viene chiamato “cure materne”. Il dialogo che costituisce le “cure materne”, per essere fruttuoso, cioè perché il bimbo ne apprenda, deve essere vero dialogo tra due soggetti che si intendono a vicenda, ossia tra due sistemi mentali, forniti di possibilità di codifica e corrispondente decodifica di messaggi, che possano davvero comunicare. La comunicazione interattiva e non verbale di una madre può non essere “compresa”, cioè decodificata in modo adeguato, se non si situa al livello di sviluppo in cui in quel momento il sistema del bimbo può funzionare: occorre pertanto che la madre abbia la capacità di riconoscere il livello funzionale della mente del bimbo; è questa la capacità di rêvérie.

Di conseguenza ella avrà anche la possibilità (se le circostanze ambientali lo permettono) di emettere messaggi a livello corrispondente o poco più elevato ma comunque tali da essere “compresi”, ossia acquisiti, dal bimbo, nonché congrui ai messaggi emessi dal bimbo, e non dissintonici. Così si struttura, anzi si “costruisce” la base mentale dalla quale dipenderà la qualità di ogni futuro apprendimento del bimbo e quindi lo sviluppo della mente del futuro individuo. Perché un caregiver possa essere veicolo efficace di tale sviluppo occorre, sì, che sia adeguatamente presente nella cura del bimbo, ma questo non è sufficiente. Ci può essere una madre che è sempre col suo bimbo, con ogni sua attenzione sempre a lui rivolta e che pure non ha una sintonizzazione (non ha la capacità di rêvérie) che operi una affect regulation funzionale al buon sviluppo. Spesso i caregivers che vogliono intenzionalmente comunicare, talora perché razionalmente sanno che così si dovrebbe fare, sono proprio quelli che non riescono a sintonizzare; ma solo a intrudere e disorganizzare il bimbo con messaggi niente affatto congrui a quelli che il bimbo ha emesso e che la madre non ha compreso: la comunicazione sintonizzante, dialogica quindi, è spontanea: “viene”, perché l’intelligenza emotiva (per usare il concetto di Greenspan: 1997) del caregiver la emette automaticamente.

L’importanza della qualità delle cure materne (anche quelle di un padre) ha così un enorme rilievo per il futuro individuo: per la sua strutturazione psicosomatica, o meglio per la di qualità, della struttura che regolerà lo sviluppo del corpo e la costruzione della mente, nel bene e nel male, nella ottimalità piuttosto che nelle varie disfunzionalità, fino a quelle che chiamiamo patologie. In particolare avverrà che una buona costruzione mentale produrrà un individuo che avrà una buona struttura per assicurare a sua volta ai propri figli un buon sviluppo. Viceversa in una dimensione negativa. Possono così accadere circuiti transgenerazionali viziosi o virtuosi: si potranno generare figli sempre migliori, e persone sempre migliori, oppure individui sempre peggiori. Si tratta allora di visioni futurologiche della massima importanza.

Al centro del circuito progressivo transgenerazionale, vizioso o virtuoso, della costruzione della mente, sta dunque la possibilità che in tale costruzione venga ad essere diminuita, oppure incrementata, la capacità di vivere le proprie emozioni e quindi comprendere quelle altrui; l’inverso cioè dell’alessitimia.

Gran parte di questi studi sono partiti dalle ricerche sulle situazioni psicopatologiche, sia dei bimbi che di adulti, rilevando nel loro passato relazioni affettive a carattere patogeno. In tal modo si sono sensibilizzate le Organizzazioni che si occupano di prevenzione e di promozione della Salute (O.M.S.) a provvedere cure psicosociali per i bimbi piccoli e i loro genitori. Tale sensibilizzazione non è stata però ad oggi sufficiente ad organizzare servizi adeguati alle necessità effettive di genitori e bimbi, né tanto meno a raggiungere gli obbiettivi indispensabili.
Lo stile di vita attuale, piuttosto frenetico, e le necessità economiche lavorative condizionano i genitori alla fretta, favorendo l’uso di tecnologie sostitutive dell’attenzione che essi dovrebbero al bimbo: giocattoli, televisione, videogiochi e via dicendo. Il bimbo viene così privato dell’attenzione viva con una persona, interazione riconosciuta come essenziale perché le cosiddette cure materne siano positive. Anzi spesso il bimbo è oberato di giochi, giocattoli, iniziative, distrazioni in modo che quivi sia occupato e non “dia fastidio”, anziché in interazioni coi genitori. Ma soprattutto lo stile di vita attuale, non semplicemente sottrae il caregiver al bimbo, ma induce nei genitori disattenzione emotiva verso quella compartecipazione affettiva intelligente e oculatamente dosata che è vitale per lo sviluppo del bimbo.
Potremmo dire che il bambino è stressato: e lo sarà più grandicello immesso in sequenze continue di scuola, sport, giochi organizzati e via dicendo. L’etichetta stressato è però generica e riduzionista. In realtà questo bimbo è deprivato dell’alimento psichico essenziale ad un buon sviluppo della sua mente. Quali futuri individui avremo se questa tendenza sociale si accrescerà? E quale società? O meglio, quale Umanità?
Gli studi suaccennati mostrano una peculiarità dello sviluppo psichico del bambino così cresciuto, che, anche in assenza di psicopatologie rilevate, produce un difetto nella sua struttura mentale. La mente di questo futuro individuo, deprivata della capacità dell’intelligenza emotiva, svilupperà tendenze alessitimiche (Imbasciati, Dabrassi, Cena, 2007; Imbasciati, Margiotta, 2008; Imbasciati, 2008), ovvero sarà poco capace (se non incapace) di interagire con gli altri con quelle modalità relazionali (e con quel tipo di comunicazione non verbale) che legge i propri affetti (a-lexis-tymos) e quelli degli altri e che di conseguenza può “toccare” le loro (e le proprie) strutture profonde di personalità. Sono proprio queste le modalità che occorrono per accudire un bimbo. Il nostro futuro individuo non ne sarà capace: non potrà dare a suo figlio quel che i propri genitori non gli hanno dato. Come dunque si svilupperanno i suoi figli?

L’interrogativo su una futura società, o umanità, diventa allora preoccupante: il bimbo stressato, meglio diciamo deprivato, produrrà a sua volta bambini altrettanto e forse più privi di quella parte di intelligenza indispensabile non solo per le buone relazioni con gli altri, ma anche come base di garanzia contro i disordini psicopatologici; un individuo sempre più vulnerabile di fronte allo stress – qui è vero stress – che la società attuale gli imporrà. Tale vulnerabilità potrà avere conseguenze imprevedibili. E oltretutto si produrranno figli sempre più incapaci di allevare i propri figli.
Si delinea allora un effetto cascata, in un progressivo circuito vizioso transgenerazionale. Quale umanità si prepara? Possiamo invertire la tendenza?

Si impone allora la massima attenzione, a provvedere qualcosa per la salute mentale di questi bimbi, che è la nostra salute e il futuro della nostra civiltà. A provvedere, ora, i genitori dei sussidi possibili perché possano meglio (o meno peggio) curare i loro bimbi.

Discende da qui un rilievo per una fondazione di una Psicologia Clinica Perinatale. Da alcuni anni studiosi anche italiani si occupano di vita psichica prenatale, di sviluppo mentale del neonato, e di organizzazione dei reparti ospedalieri di neonatologia, ma una più completa Psicologia Clinica perinatale, che inquadri non solo come fronteggiare le emergenze per evitare guai peggiori, ma di assistere psicologicamente tutti i genitori per promuovere una migliore salute mentale dei futuri individui, deve essere ancora assimilata negli ambienti sanitari. Occorre d’altra parte che questi siano politicamente sollecitati a diventare permeabili ai contributi di altre discipline “umane”, quelle psicologiche e sociologiche in primis. La cosa non è facile, visto anche quali sforzi il progresso tecnologico sta imponendo ai medici. Ma è pur necessaria una “umanizzazione” della medicina (Imbasciati, 1998; 1999; 2000), perché questa non resti soltanto asettico e tecnico rimedio alla patologia: usando l’operato degli psicologi clinici soltanto per rimediare ai guai quando si manifestano e non per promuovere la Salute per prevenirli.

Bibliografia

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I Tre Punti da Ricordare

Un nuovo potente protocollo per insegnare i 5 elementi di Vivation®

Il nostro scopo facendo Vivation® è sperimentare quanto più amore possibile in ogni momento. Vivation® è un metodo specifico per integrare ogni esperienza umana in amore. E’ una “meditazione in azione” che deve essere imparata da chi la usa regolarmente.

Ho sviluppato i Cinque Elementi di Vivation® nel 1979, come base per insegnare alla gente l’abilità di provocare integrazione per s stessi a livello di sensazione. I Cinque Elementi sono l’essenza e la definizione di Vivation®. Formano la base per la nostra conoscenza di come funziona Vivation®. Sono i componenti dell’abilità in s .

L’unico modo veramente efficace per insegnare alla gente a fare Vivation® è guidarli attraverso esercizi esperienziali che isolino le abilità implicate. E’ inadeguato parlare soltanto di Vivation anche se i Cinque Elementi sono spiegati con molta eloquenza. La stessa cosa è vera in praticamente qualunque cosa in cui insegni a qualcuno come fare qualcosa. Non puoi insegnare a qualcuno a suonare il piano, parlare spagnolo o guidare un’automobile parlando semplicemente di queste attività. Devi guidarlo attraverso esercizi esperienziali, fornirgli delle soluzioni e ulteriori istruzioni così come si rende necessario per sviluppare la capacità del tuo studente. Il successo o il fallimento di un Vivation Professional sta nella sua abilità ad insegnare i Cinque Elementi a nuovi clienti che si mostrano con stupefacenti retroterra, personalità ed abilità.

Oggi uso due protocolli molto diversi per insegnare i Cinque Elementi:

  • Passo attraverso i Cinque Elementi uno per uno, conducendo il Viver attraverso esercizi esperienziali relativi ad ogni elemento, aggiungendo se necessario dei particolari. Negli ultimi anni di solito ho insegnato i Cinque Elementi in ordine inverso, dal Quinto al Primo, perch così è più facile capire come usare il respiro.
  • Insegno i Tre Punti da Ricordare. Ho cominciato a sviluppare i Tre Punti all’inizio del 90, durante una seduta privata che necessitava di traduzione in italiano nella Repubblica di San Marino. Dopo due anni di sperimentazione, Lans Peterson ed io abbiamo cominciato ad insegnare i Tre Punti da Ricordare come un sistema di addestramento compiuto in s stesso durante il nostro tour europeo nella primavera del 92. I Tre Punti da Ricordare possono essere insegnanti soltanto mediante esercizi esperienziali.

Quando insegno alle persone a fare Vivation®, scelgo l’uno o l’altro di questi due protocolli, a seconda delle circostanze. Scopo di questo articolo è di presentare i Tre Punti da Ricordare e spiegare la relazione tra i due metodi di insegnamento.

La differenza principale fra i protocolli è questa: ognuno dei Cinque Elementi rappresenta un sostanziale corpo di conoscenza. Ogni elemento richiederebbe almeno un giorno pieno di seminario per essere insegnato con assoluta serietà. Mentre una conoscenza così accurata dei Cinque Elementi ha un immenso valore pratico, rappresenta troppo materiale da tenere a mente mentre si fa effettivamente Vivation®. I Tre Punti da Ricordare invece non sono corpi di conoscenza. Sono semplici cose pratiche che il Viver fa all’interno di s durante la seduta per produrre risultati ottimali. Un importante beneficio che deriva dall’usare i Tre Punti da Ricordare è la loro semplicità e facilità d’uso.

Quando una sensazione “negativa” è esplorata in dettaglio e amata nella sua totalità, si trasforma – l’energia rimane ma la negatività scompare. La trasformazione percorre una strada del genere: la collera, quando è amata si converte in determinazione; la tristezza, esplorata e goduta, diventa gratitudine; la paura, quando è sentita in dettaglio e abbracciata come energia positiva, si converte in presenza e stato di all’erta.

Quando tutte le sensazioni vengono permesse ed apprezzate, l’esperienza della loro energia è esperienza di amore incondizionato. Non possiamo amare incondizionatamente fintanto che non ci piacciamo. Cercare di amare a condizione che nessuno faccia qualcosa per attivare emozioni indesiderate non è affatto amore ma un tipo di contrattazione.

Il processo di guarigione non giunge cercando di provare gratitudine quando affiora la tristezza, o cercando di sperimentare determinazione quando proviamo collera. Significa permettere la tristezza e la collera – totalmente.

Permetterci di provare le nostre emozioni non significa che le mettiamo in atto infuriandoci o saltando addosso alla gente. La guarigione emozionale non giunge mediante l’espressione di ogni emozione, anche se l’espressione appropriata dell’emozione – condividere noi stessi così come siamo – è essenziale per delle relazioni salutari. Ogni guarigione emozionale deriva dall’abbracciare la realtà. Ogni decisione di giudicare negativamente qualcosa – insistere che qualcosa dovrebbe essere diverso da come è realmente – ci allontana dalla realtà. Abbracciando le nostre sensazioni su qualcosa, esattamente come sono, ci portiamo di un passo più vicini al nostro obiettivo, totale consapevolezza e totale amore.

Dato che il condizionamento a non gioire delle nostre sensazioni è così forte, e dato che abbiamo opposto così tante cattive abitudini per mantenere soppresse le nostre sensazioni, la maggior parte di noi trova inutile imparare di nuovo il modo di godere le nostre sensazioni. La capacità concentrata di godere tutte le sensazioni nel corpo è chiamata Vivation. I Vivation Professionals sono persone addestrate a facilitare un processo specifico per pulire mente, corpo e spirito dal condizionamento negativo. Vivation ci permette di abbracciare le sensazioni ai più profondi livelli all’interno di noi stessi.

Una seduta di Vivation è per l’anima ciò che per il corpo è fare un bagno. In una seduta tipica, impari l’abilità per rimanere facilmente sulle sensazioni per un periodo di tempo esteso, e per trovare piacere quando sembra che ci sia disagio. L’applicazione di queste abilità permette alla tua mente di riposare, mentre il tuo corpo si occupa della seduta. Fare una seduta di Vivation è essere dotato di magici poteri di guarigione e poi proseguire una missione di guarigione nella profondità del tuo essere. L’assistente di Vivation sta con te tutto il tempo facendo Vivation e guidando la seduta con saggezza acquisita dall’avere fatto prima molti viaggi del genere.

I Tre Punti da Ricordare non possono essere compresi soltanto dai loro nomi, come d’altro lato i Cinque Elementi. In questo breve articolo farò soltanto una breve introduzione ad ognuno. Per essere afferrati bene devono essere definiti bene, dimostrati, provati e ridefiniti; ed è per questa ragione che insegnamo Vivation attraverso seminari e non attraverso corsi per corrispondenza.

“Esplorare i cambiamenti sottili” significa che focalizzi la tua attenzione su qualunque sensazione sia più forte nel tuo corpo, concentrandoti continuamente sui cambiamenti sottili che avvengono in essa di momento in momento. Tutto ciò che non hai mai percepito cambia continuamente in modi sottili. Un beneficio di grande importanza nel focalizzare l’attenzione su questo durante Vivation è che ti fa rimanere in tempo presente.

“Inspirare attraverso la sensazione più forte” significa che fingi di immettere ogni respiro nel corpo direttamente attraverso la pelle ed i tessuti in cui senti una sensazione maggiore. Tra gli altri benefici questo rende molto più facile coordinare il respiro con la sensazione.

“Godere questo momento il più possibile” non è una riaffermazione del Quarto Elemento. Il suo scopo principale invero è sostenere il Terzo Elemento. Se tu trai intenzionalmente il maggior piacere che riesci a trarre dal momento presente, allora qualunque cosa ti impedisca di godere il momento presente infinitamente contrasterà in modo netto.

Ognuno dei Tre Punti da Ricordare contribuisce alla seduta del Viver in molti modi importanti, molti di più dei singoli dettagli che ho sottolineato sopra per ognuno di essi. Usato bene, ognuno dei Tre Punti da Ricordare mantiene il Viver in tutti e Cinque gli Elementi. I tre usati insieme producono i risultati migliori, e sono facili da mantenere durante una seduta. Ho cesellato i Tre Punti da Ricordare per sostenere soprattutto il Terzo Elemento che è l’elemento con cui la stragrande maggioranza delle persone ha bisogno di essere aiutata.

Per raffrontare i due protocolli:

I Cinque Elementi portano con s una straordinaria profondità e ampiezza di comprensione. Non soltanto insegnano una “modalità di vita integrativa”. Chiunque vuole approfondire Vivation, e certamente vuole condividere Vivation con gli altri, ha bisogno di sviluppare una comprensione eccellente dei Cinque Elementi.

Se usati come preparazione per la prima seduta tuttavia, i Cinque Elementi possono costituire un materiale mentale eccessivo da tenere in mente per quello che è essenzialmente un processo fisico. Molte persone hanno bisogno di sperimentare una seduta di Vivation prima di poter ricevere così tanto significato dai Cinque Elementi.

I Tre Punti da Ricordare hanno i vantaggi della semplicità e del garantire praticamente che un neofita abbia delle esperienze eccellenti la prima volta che prova Vivation. I Tre Punti abbreviano di molto la presentazione iniziale dell’abilità di Vivation. Tuttavia i Tre Punti non danno al nuovo Viver alcuna ragione del perch fa queste tre cose o di come funziona Vivation.

Indipendentemente da quanto profondamente hai sviluppato la tua comprensione dei Cinque Elementi, ti suggerisco ancora di usare i Tre Punti da Ricordare come qualcosa da fare realmente durante la seduta. Anche nelle mie sedute personali usare i Tre Punti da Ricordare costituisce una differenza notevole. Sto più presente che mai nel mio corpo e le mie integrazioni sono più rapide. In particolare i Tre Punti da Ricordare hanno migliorato grandemente la mia Vivation in Action.

Nelle sedute private, trovo che sia meglio insegnare ai nuovi clienti i Tre Punti da Ricordare all’inizio della loro prima seduta. Comincio ad andare nei dettagli dei Cinque Elementi nelle sedute successive, adattando la presentazione ai bisogni individuali del cliente specifico. Con clienti che hanno già esperienza, che hanno già familiarità con i Cinque Elementi, trovo che insegnare loro i Tre Punti provoca un miglioramento ovvio e immediato nelle loro sedute. Ovviamente i miei nuovi clienti leggono i primi 12 capitoli di “VIVATION, The Science of Enjoying All of Your Life”, prima di venire a fare la prima seduta, in modo da farsi un’idea di ciò che intraprendono.

Nei seminari che durano un week-end cerco di alternare in ogni città l’insegnamento dei Tre Punti da Ricordare a quello dei Cinque Elementi. Nei tranings professionali li insegno entrambi. Nei seminari serali che comprendono una seduta di Vivation, insegno i Tre Punti per via della loro semplicità e cito soltanto i Cinque Elementi per indirizzare i partecipanti verso una comprensione più approfondita. Nei seminari serali che non includono delle sedute spiego i Cinque Elementi, perch portano con s una comprensione migliore di come funziona Vivation.

Nota per i Vivation Professionals: raccomando fortemente di cominciare a sperimentare subito i Tre Punti da Ricordare nelle vostre sedute personali. Tuttavia vi suggerisco di insegnare i Tre Punti da Ricordare soltanto quando sarete esperti nell’usarli da soli, e vi sarà chiaro come ognuno dei Tre punti, in s , mantiene un Viver in tutti e Cinque gli Elementi. E’ meglio che impariate questo metodo di insegnamento o direttamente da me o da qualcuno che abbiamo addestrato di recente, prima di affidarvi ad esso per insegnare Vivation ai vostri clienti. Nel frattempo continuate ad usare qualunque protocollo preferite per insegnare i Cinque Elementi.

Considero i Tre Punti da Ricordare il più importante approfondimento della metodologia di Vivation da quando l’ho inventata nel 1979. Rendono il processo molto più facile da insegnare e molto più potente. Chi li usa fa delle sedute migliori. Per certe persone i Tre Punti da Ricordare costituiscono la differenza tra fare delle sedute uniformemente soddisfacenti e non essere assolutamente capaci a fare Vivation. Inoltre i Tre Punti fanno si che un Vivation Professional possa dare al pubblico delle brevi presentazioni introduttive più efficaci.

E’ ideale per ogni studente di Vivation impararle entrambe. Usare i Tre Punti da Ricordare durante le sedute e usare i Cinque Elementi per maggiore profondità e comprensione. I Cinque Elementi, presentati nell’una o nell’altra forma, forniscono una guida profonda e duratura per vivere una vita d’amore in continua espansione.

(copyright by Jim Leonard)

Chi è Jim Leonard

Jim Leonard è nato nel 1955 a San Bernardino, California.
All’età di 8 anni ha iniziato la sua ricerca – che dura tutt’ora – sui metodi di sviluppo della persona a partire dallo Hatha Yoga. Ha compiuto gli studi religiosi presso l’Università della California a Riverside.
Nel 1979 gli anni dedicati alla ricerca ed alla auto-sperimentazione hanno avuto il loro sbocco naturale nello sviluppo del processo di Vivation, con lo scopo di ricercare la pratica della felicità, muovendo i primi passi dalle esperienze di estasi realizzate con lo Yoga, il Rebirthing (Rinascita) e la meditazione.

Un periodo intensissimo di due mesi di lavoro su s stesso, con il metodo della respirazione veloce e completa, lo ha aiutato a sviluppare i Cinque Elementi di Vivation: alla fine di questo periodo la sua respirazione si è normalizzata e ha trovato in s stesso l’estasi e la guarigione emotiva.

Nel 1980 è stato ordinato Healing Minister della Chiesa Ortodossa Orientale (rito Malabar) e comandato dal vescovo Harold Freeman ad insegnare Vivation in tutto il mondo in obbedienza alla sua missione di “healer” (guaritore).

Fino ad oggi ha personalmente condotto più di 40.000 sessioni di Vivation in 20 paesi.

UNA TRANQUILLA RIVOLUZIONE DEL CUORE di Jim Leonard

La libertà è preziosa. Tu ed io siamo fortunati perchè siamo capaci a prendere per vera la nostra libertà la maggior parte del nostro tempo. Il nostro governo di solito non sembra intrufolarsi troppo pesantemente nelle nostre vite. Guerre, povertà e malattia generalmente ci risparmiano. Capi e coniugi raramente si spingono troppo oltre nell’imporci la loro volontà, e poi di solito un grugnito è sufficiente a ristabilire l’equilibrio. Non pensiamo spesso a difendere la nostra libertà, eppure stiamo pronti a difenderci nel caso che la nostra libertà venisse minacciata.
La libertà è preziosa. Tu ed io siamo fortunati perchè siamo capaci a prendere per vera la nostra libertà la maggior parte del nostro tempo. Il nostro governo di solito non sembra intrufolarsi troppo pesantemente nelle nostre vite. Guerre, povertà e malattia generalmente ci risparmiano. Capi e coniugi raramente si spingono troppo oltre nell’imporci la loro volontà, e poi di solito un grugnito è sufficiente a ristabilire l’equilibrio. Non pensiamo spesso a difendere la nostra libertà, eppure stiamo pronti a difenderci nel caso che la nostra libertà venisse minacciata.
Un momento del genere è ora su di noi. Dobbiamo prendere una decisione definitiva, o tutto ciò che abbiamo caro può essere perduto. Una forza sinistra è cresciuta e abbiamo raggiunto il punto di svolta. E’ ora di dire: “Ora basta“.
E’ necessaria una rivoluzione. Ma non una rivoluzione di bombe e cannoni. Non servono a niente in questa ribellione.
E’ giunta l’ora di prendere posizione contro il condizionamento negativo con cui siamo stati bombardati nelle nostre vite. Che lo ammettiamo o no, questo condizionamento è penetrato profondamente in noi, influenzando le nostre menti ed i nostri spiriti, corrompendo le nostre relazioni e la nostra auto-espressione.
Il condizionamento negativo viene in molte forme. Televisione e film ci programmano a credere che la violenza risolve i problemi. La pubblicità ci bombarda costantemente col messaggio che invecchiare è qualcosa di vergognoso, qualcosa di cui avere paura, a cui resistere e da cui nascondersi. Per secoli le religioni ci hanno chiesto di inibire la nostra energia sessuale, con la minaccia di dannazione eterna per tenerci in riga. I nostri politici hanno redatto delle leggi assurdamente complicate dettagliando delle sanzioni sempre maggiori se noi non ci allineavamo con la linea di giusta condotta. Anche i nostri genitori benpensanti hanno usato ricompense e punizioni per farci conformare.
Siamo giunti a credere che praticamente tutti vogliono qualcosa da noi, mentre siamo costantemente manipolati attraverso paure, senso di colpa, collera e disagio. Talvolta l’intenzione che sta al di là del controllo è onorevole, come per esempio le leggi contro la guida in stato di ubriachezza. Altre volte avarizia, egoismo e predominio sono la radice. Altre volte quando la gente, la società, il governo cercano di controllarci, lo fanno stimolando in noi una sensazione sgradevole e utilizzandola poi come leva. Questo costante condizionamento negativo riduce la nostra capacità a rilassarci, avere fiducia nella vita ed amare incondizionatamente. Diventiamo incapaci di esprimere creativamente nel mondo la nostra unicità.
A causa della moderna tecnologia il nostro bisogno di porre rimedio a questo problema è divenuto urgente. La tecnologia non solo dà alle persone manipolative la possibilità di un maggior accesso a noi, ma moltiplica anche i difetti di un massiccio cumulo di negatività nella società. Se non facciamo qualcosa di efficace riguardo al problema del condizionamento negativo, la guerra che ne deriva e la degradazione ambientale possono portare alla rovina il nostro pianeta.
Non vinceremo questa battaglia esercitando controllo sulle reti televisive e sulla pubblicità (e comunque solo una parte del nostro condizionamento negativo viene da esse). Quando cerchiamo di controllare gli altri aumentiamo il problema. Benchè sia sicuramente una buona idea sostenere le riforme libertarie e ridurre la violenza in televisione, ciò di cui abbiamo veramente bisogno è un cambiamento ad un livello più sottile.
Dobbiamo riconoscere che i nostri problemi, in fin dei conti, non derivano da genitori abusivi, da pubblicità ipnotiche in televisione o da altra gente, indipendentemente da ciò che fanno. Solo il fatto che istituzioni ed individui stanno cercando di controllarci, non significa che dobbiamo continuare nello stesso modo.
Ogni forma di condizionamento manipolativo opera convincendoci che non possiamo essere felici o degni d’amore se non quando si verificano delle condizioni artificiali. La pubblicità vuole che noi crediamo che non saremo felici se non compreremo un’automobile più bella, un deodorante più profumato o il paio di jeans più “trendy”. Il governo ed i media collaborano nel ridurre la nostra solidarietà nei confronti degli stranieri, quando pensano che questo sia un espediente politico per prepararci alla guerra.
Siamo condizionati a non amare la vita tranne che in determinate circostanze. Per esempio, la maggior parte di noi ha imparato che va bene godere delle sensazioni di successo ma non va bene godere delle sensazioni di “fallimento”. Quando eravamo piccoli facevamo semplicemente ciò che ci piaceva, e ci piaceva ciò che facevamo. Ma, per controllarci, le persone ci hanno insegnato a non amarci se non incontravamo determinati standard esterni sulla strada del successo. Abbiamo imparato ad amare le nostre sensazioni solo quando le figure di autorità approvavano.
La resistenza non è la risposta. Odiare coloro che cercano di controllarci aumenta solo il nostro odio. Proprio questo odio può essere sfruttato per controllarci ulteriormente.
Infatti, c’è soltanto un modo efficace per liberarci dagli effetti di tutto questo condizionamento negativo: dobbiamo scegliere l’amore. In special modo dobbiamo scegliere di amare quelle persone, situazioni e sensazioni che ora non amiamo. Dobbiamo rivendicare la nostra abilità naturale ad amarci incondizionatamente ed a godere la vita senza riserve.
Per esempio, una volta che siamo giunti a godere la sensazione di senso di colpa, a godere l’energia dei nostri corpi qualunque essa sia, anche quando prende la forma di senso di colpa, da quel momento in poi nessuno potrà più usare il senso di colpa per manipolarci.
La vita è un miracolo. Esistere, avere sempre un momento presente è stupefacente. Troppo raramente ci soffermiamo a riflettere su questo. Non abbiamo bisogno di nessuna circostanza speciale per sperimentare la nostra esistenza come miracolosa. L’estasi nell’esistenza in sé è a disposizione di ognuno in ogni momento, indipendentemente dalle circostanze o dalle situazioni. E’ venuto il tempo, per noi di pretendere il nostro diritto che deriva dalla nascita di amore ogni momento della nostra vita, liberi dai limiti del condizionamento negativo.
Per reinstaurare la nostra abilità a godere e ad amare ogni aspetto della vita, dobbiamo trascendere le nostre menti personali. La mente si basa sulla dualità. Cercare di usare la mente per superare il condizionamento dualistico è come cercare di ridurre la radiazione nucleare piantando alberi di potere nucleare. Usare dei trucchi mentali migliori non impedirà alle nostre menti di ingannarci. Ciò di cui abbiamo bisogno è di incrementare la messa a fuoco che mettiamo nelle nostre sensazioni e nei nostri cuori.
Fortunatamente, c’è un modo eccellente per liberarci dal residuo psico-spirituale di tutto questo condizionamento negativo: focalizzare in dettaglio le nostre sensazioni e goderle semplicemente il più possibile.

Quando una sensazione negativa è esplorata in dettaglio ed amata nella sua totalità, si trasforma: l’energia rimane, ma la negatività scompare. La trasformazione percorre una strada del genere:

 

  • la collera, quando è amata, si converte in determinazione;
  • la tristezza, esplorata e goduta, diventa gratitudine;
  • la paura, quando è sentita in dettaglio ed abbracciata come energia positiva, si converte in presenza e stato di all’erta.
Quando tutte le sensazioni vengono permesse ed apprezzate, l’esperienza della loro energia è esperienza di amore incondizionato. Non possiamo amare incondizionatamente fintanto che non ci piacciamo. Cercare di amare a condizione che nessuno faccia qualcosa per attivare emozioni indesiderate non è affatto amore, ma un tipo di contrattazione.
Il processo di guarigione non giunge cercando di provare gratitudine quando affiora la tristezza, o cercando di sperimentare determinazione quando proviamo collera. Significa permettere la tristezza e la collera, totalmente.
Permetterci di provare le nostre emozioni non significa metterle in atto infuriandoci e saltando addosso alla gente. La guarigione emozionale non giunge mediante l’espressione di ogni emozione, anche se l’espressione appropriata dell’emozione (condividere Noi stessi così come siamo) è essenziale per delle relazioni salutari. Ogni guarigione emozionale deriva dall’abbracciare la realtà. Ogni decisione di giudicare negativamente qualcosa (insistere che qualcosa dovrebbe essere diversa dal modo in cui è realmente) ci allontana dalla realtà. Abbracciando le nostre sensazioni su qualcosa, esattamente come sono, ci portiamo di un passo più vicini al nostro obiettivo, totale consapevolezza e totale amore.
Dato che il condizionamento a non gioire delle nostre sensazioni è così forte, e dato che abbiamo opposto così tante cattive abitudini per mantenere soppresse le nostre sensazioni, la maggior parte di noi trova inutile imparare di nuovo il modo per godere le nostre sensazioni. La capacità concentrata di godere tutte le sensazioni del corpo è chiamata Vivation. I Vivation Professionals sono persone addestrate a facilitare un processo specifico per pulire la mente, il corpo e lo spirito dal condizionamento negativo. Vivation ci permette di abbracciare le sensazioni ai più profondi livelli all’interno di noi stessi.
Una seduta di Vivation è per l’anima ciò che per il corpo è fare il bagno. In una seduta tipica, impari l’abilità per rimanere facilmente sulle sensazioni per un periodo di tempo esteso, e per trovare piacere quando sembra che ci sia disagio. L’applicazione di queste abilità permette alla tua mente di riposare, mentre il tuo corpo si occupa della seduta. Fare una seduta di Vivation è essere dotato di magici poteri di guarigione e poi proseguire una missione di guarigione nella profondità del tuo essere. L’assistente di Vivation sta con te tutto il tempo facendo Vivation e guidando la seduta con la saggezza acquisita dall’avere fatto prima molti viaggi del genere.
Ho sviluppato il processo di Vivation nel 1979, da allora ho guidato personalmente più di 30.000 persone attraverso le sedute di Vivation, ed ho condotto seminari e formazioni professionali in 20 paesi. Il mio primo libro Vivation – The Science of Enjoying All of Your Life, scritto nel 1983 con Phil Laut, è un best-seller che ha venduto più di 100.000 copie ed è disponibile in otto lingue.
Tutti i Vivation Professionals ed Io, siamo impegnati nel fare sedute di Vivation di alta qualità e seminari in tutto il mondo. Ti invitiamo ad unirti a noi in questa tranquilla rivoluzione del cuore.

(tit.orig.: “A quiet Revolution of the Heart” – copyright by
Jim Leonard)

L’abilità di Vivation è una forma di meditazione ideata da Jim Leonard nel 1979.
Vivation è un marchio registrato.
Solo gli Associated Vivation Professionals (AVP) in possesso della licenza sono autorizzati ad usare il termine Vivation nella propria pubblicità.

Tratto da http://www.vivation.it/

IL TUO CORPO E’ IL TUO GURU di Jim Leonard

La tua mente non è la parte più intelligente di te. Quando fai una seduta di Vivation® hai bisogno di tenere alla larga la tua mente (si è meritata una piccola vacanza!) e permettere che sia il tuo corpo ad occuparsi della seduta. Puoi venire a fare la tua seduta di Vivation con un obiettivo specifico in mente. Ma poi tu e il tuo Vivation Professional avete bisogno di capire come far sì che sia il corpo ad mantenere il controllo della seduta.

Indipendentemente dal tuo obiettivo ultimo, il tuo primo obiettivo è do sviluppare abbastanza abilità in Vivation da farti delle eccellenti sedute. Il ruolo del Vive Pro è analogo a quello del maestro di golf. Il maestro di golf insegna gli elementi base ai principianti e aiuta quelli più esperti a migliorare la loro tecnica. Il Vive Pro insegna ai principianti di Vivation come focalizzarsi sulle proprie sensazioni per periodi prolungati di tempo e come ricevere il massimo beneficio da ogni sensazione. Nel golf il primo obiettivo è sviluppare un movimento efficace. In Vivation il primo obiettivo è sviluppare la “leadership del corpo”.
Leadership del corpo significa permettere che il corpo presenti sensazioni sorprendenti, permettendo alle sensazioni di seguire il loro corso attraverso il corpo completamente rilassato. La leadership del corpo avviene quando fai molta attenzione ai dettagli nelle sensazioni senza cercare di controllarle in nessun modo. Concentri la tua piena attenzione sul senso cinestesico e permetti alla mente di staccare. Quando ti arrendi alla leadership del corpo, le tue sensazioni ti guidano in un viaggio di guarigione dentro di te.
Vivation è più efficiente dei metodi mentali proprio perchè il corpo guida la seduta. I risultati nella vita sono creati almeno altrettanto dalla mente inconscia che dalla intenzione consapevole. La mente conscia non sa che cosa contiene la mente inconscia, ma le sensazioni nel corpo ti permettono sempre un accesso diretto all’inconscio. Questa è la ragione per cui è così importante dare al corpo il pieno controllo della seduta.
L’importanza della leadership del corpo può essere illustrata da un esempio: immagina che un venditore voglia fare delle sedute di Vivation con l’obiettivo di aumentare il suo reddito. Potrebbe aver già deciso che ciò di cui ha bisogno sono migliori “tecniche di chiusura”, e si aspetta che Vivation lo faccia sentire più a suo agio nell’usare queste tecniche. Potrebbe non rendersi conto che qualcosa di emozionale nella sua mente inconscia sta inibendo le sue vendite molto più di qualsiasi cosa di natura tecnica.
Se il nostro venditore cercherà di guidare con la mente la seduta, creerà immagini mentali e pensieri riguardo alla chiusura delle vendite. Vivation è un processo senza controindicazioni, e il nostro venditore otterrà una qualche integrazione in questo modo. Le sue vendite potrebbero perfino aumentare. Ma nel momento in cui diverrà più abile in Vivation e si arrenderà alla leadership del corpo, integrerà emozioni molto più profonde. Ed allora le sue vendite decolleranno davvero!
Durante una seduta di Vivation correttamente guidata dal corpo, egli potrebbe cominciare a sentirsi irritabile. Esplorando i sottili dettagli all’interno della sensazione di irritazione, scopre memorie di suo padre. Permettendo alla sensazione di seguire il suo corso, prova un profondo cambiamento. Nuovi sentimenti di compassione per suo padre compaiono improvvisamente, e si rilassa profondamente.
Avendo integrato queste sensazioni, si trova ad essere più paziente con i suoi clienti. Non si sente più nervoso quando essi cercano di decidersi. Dice naturalmente le cose giuste per chiudere ogni vendita, perchè è più sensibile all’individualità di ogni cliente. Vivation ha aumentato il suo reddito molto più di quanto avrebbe potuto farlo qualsiasi tecnica di chiusura!
L’integrazione nella sua seduta ha cambiato permanentemente i suoi risultati con i clienti. Il problema si è rivelato non essere relativo alle tecniche di chiusura, come aveva sospettato. Il problema reale riguardava la sua impazienza, ansietà e irritabilità, che aveva rimosso dalla sua consapevolezza per anni. Se avesse diretto la seduta con la mente non avrebbe mai scoperto cosa veramente causava il suo problema. Permettendo al corpo di guidare la seduta, non solo ha scoperto cosa causava il problema, ma l’ha guarito permanentemente.
Funziona allo stesso modo con ogni tipo di problema e ogni tipo di obiettivo. Vivation risolve i conflitti profondi che limitano il successo. Una lista parziale di aree in cui Vivation è stato applicato con successo include: denaro, sesso, relazioni, creatività, salute, dolore cronico, fobie, disturbi da stress in conseguenza di un trauma, dipendenze, abusi infantili, disturbi riguardanti l’alimentazione, angoscia, morte e immortalità.
Sviluppare la leadership del corpo è lo stesso che sviluppare l’abilità con i Cinque Elementi di Vivation. Man mano che il tuo Vivation Professional continua a darti esercizi e suggerimenti per migliorare la tua abilità con i Cinque Elementi, avrai maggiore leadership del corpo nelle tue sedute.
Per capire la leadership del corpo bisogna affrontare due punti essenziali:
  1. Ogni problema che stai cercando di risolvere è perpetuato dall’evitare abitualmente una emo-zione. Integrare quella emozione elimina il problema alla fonte.
  2. Hai già accesso diretto all’emozione che hai bisogno di integrare. La sensazione è nel tuo corpo tutto il tempo. Di fatto, probabilmente si presenta e richiama la tua attenzione molte volte al giorno. Tutto ciò di cui hai bisogno è sentirla nei dettagli e arrenderti ad essa. Le abilità che impari dal tuo Vivation Professional rendono tutto questo processo facile e dolce.
A volte qualcuno mi chiede: “Come posso fare affinchè il mio corpo faccia emergere le sensazioni su cui voglio lavorare ?”. La risposta è: Non devi farlo ! Il tuo corpo sa già tutto ciò di cui hai bisogno e desìderi più di quanto lo sappia la tua mente conscia. Il tuo corpo fa già emergere le sensazioni tutte le volte che non ti senti a tuo agio con esse. Tutto quello che devi fare è dare attenzione alla sensazione più prominente e permettere al corpo di attingere ad essa.
La seduta di Vivation può essere chiamata un sogno a livello di sensazioni. Allo stesso modo in cui non devi fare nulla per assicurarti di avere “il sogno giusto” di notte, così non devi fare nulla per assicurarti che “le sensazioni giuste” emergano durante la seduta di Vivation.
Il risultato prodotto da Vivation è chiamato “integrazione”. Spiegherò l’integrazione con un’analogia. Qualcuno chiese ad un grande yogi: “Che cosa dunque possiamo mangiare?”. La sua risposta fu: “Il problema non è cosa puoi mangiare, ma cosa puoi digerire!”. Integrazione significa digerire le tue esperienze di vita. Ogni volta che sperimenti disagio è perchè non hai digerito qualche esperienza. L’esperienza continuerà a disturbarti finchè non l’avrai digerita. Il motivo per cui non l’hai digerita prima d’ora è che hai sviluppato l’abitudine di reprimere la sensazione ogni qualvolta emerge, rimandandola ad un altro giorno.
In Vivation il tuo corpo ti presenta dolcemente la sensazione che hai maggiormente bisogno di digerire. Quindi ti rilassi e ti arrendi, permettendo al tuo corpo di digerire l’esperienza. Quando integri un’esperienza, ricevi completamente ciò che c’è in essa di utile e lasci andare completamente la lotta e lo spreco
Il tuo Vivation Professional ti aiuta a diventare esperto a integrare. Nelle prime sedute impari ad integrare le sensazioni prodotte dal tuo corpo mentre stai comodamente sdraiato. Scoprirai che il tuo corpo produce continuamente onde di energia emotiva, perfino quando stai semplicemente riposando. Dopo poche sedute saprai di essere bravo a fare Vivation, pronto a farlo in ogni circostanza!
Con la pratica puoi imparare a fare Vivation mentre sei contemporaneamente occupato in altre attività. Man mano che progredisci attraverso una serie di sedute con il tuo Vivation Professional, lui o lei potranno guidarti attraverso delle “Esperienze sul Campo di Vivation in Action”. Queste sono sedute di Vivation nelle quali fai Vivation mentre stai facendo qualcos’altro, così che potrai integrare le sensazioni prodotte dall’attività. Ci sono infinite possibilità di Esperienze sul Campo di Vivation in Action. Eccone alcune: Vivation in acqua calda o fredda, Vivation in chiesa, Vivation su un otto volante, Vivation mentre si fa conversazione in un bar per singles….
Per illustrare un punto molto importante riguardo alla leadership del corpo, useremo l’esempio di andare in qualche posto elevato ma sicuro per fare Vivation e integrare la paura dell’altezza. Una cosa è andare in un posto elevato e fare Vivation nelle sensazioni che si attivano lì. Mentre è completamente diverso stare seduto al suolo e far finta di essere in un posto elevato cercando di fare Vivation nelle sensazioni che ti aspetti possano emergere. La differenza è che le sensazioni che emergono nella situazione reale non sono le stesse che ti aspetteresti. Le sensazioni che cerchi di attivare consapevolmente non possono sorprenderti. Se il tuo corpo non ti sta sorprendendo con le sensazioni che emergono, vuol dire che hai bisogno di maggior leadership del corpo.
Oltre alle tecniche avanzate di Vivation, puoi anche fare alcune cose, prima e dopo le sedute di Vivation, che ti aiuteranno ad applicare Vivation ai tuoi obiettivi specifici. Ecco alcuni suggerimenti:
  • Ogni giorno intraprendi qualche forma di azione diretta, anche se piccola, per andare verso il tuo obiettivo. Per esempio, identifica un comportamento che contribuisce al problema e fai un programma per fare il contrario. Per il tuo processo di Vivation, intraprendere azioni dirette è importante soprattutto per le emozioni stimolate dall’azione.
  • Usare affermazioni prima (ma non durante) la seduta di Vivation dà buoni risultati. Le affermazioni attivano sensazioni riferite al tuo obiettivo. Ma lascia perdere le affermazioni durante la seduta, e dai tutta l’attenzione alle sensazioni. Il corpo conosce sensazioni importanti che la mente non può raggiungere. Durante la seduta di Vivation ogni attività mentale incluse le affermazioni e il parlare, interferiscono con il lasciare che il corpo guidi la seduta.
  • Se cerchi di eliminare qualche compulsione o dipendenza, Vivation funziona molto bene insieme a Programmi in 12 Passi come quello degli Alcolisti Anonimi.
  • Mentre lavori su un problema o un obiettivo specifico, aumenta il tuo Vivation quotidiano e aumenta la frequenza delle tue sedute assistite.
Rilassati. Con Vivation® non hai bisogno di impegnarti di più. Il tuo corpo guiderà la tua seduta e produrrà per te eccellenti risultati. Ora puoi fare l’esperienza che il tuo più saggio maestro, il tuo più grande guaritore, sei tu.
(copyright by Jim Leonard, 1994)

QUELLO CHE MI PIACE DI VIVATION di Jim Leonard

Di solito, io faccio Vivation per un’ora circa al giorno, ed ho fatto così per più di venti anni. Vivation è la grande passione della mia vita. Probabilmente, altre persone amano altre cose di Vivation, ma io voglio esprimere quello che, personalmente, amo di Vivation.

Vivation® è una tecnica estremamente versatile. Le persone praticano Vivation per una grande quantità di ragioni diverse, che vanno da “perchè è divertente” a “perchè è un aiuto per il mio dolore cronico”.

Mi piace Vivation perchè è fisicamente piacevole

In Vivation, noi produciamo il risultato, cioè l’integrazione, godendo del momento presente quanto più ci è possibile, e dopo, trovando un modo per godere anche di quello che sembra limitare il nostro godimento. Ogni aspetto di Vivation è piacevole. Certamente ogni integrazione è piacevole, man mano che sentiamo il nostro stress e la nostra negatività scivolare via. La sincerità con la quale ascoltiamo le nostre sensazioni ed emozioni è piacevole. Ogni sessione di Vivation è un’avventura divertente e sorprendente all’interno di noi stessi. La Respirazione Circolare che pratichiamo in Vivation fa circolare l’energia nel nostro corpo, il che è piacevole. Una sessione di Vivation completa ci fa sentire come se avessimo appena ricevuto un massaggio completo su tutto il corpo.

La piacevolezza di Vivation, probabilmente, è più importante di quanto tu possa pensare. Non fraintendermi, io amo il piacere indipendentemente dalla sua causa. Ma il piacere di fare Vivation è più forte del piacere che si riceve dal mangiare o dal sesso. Le sessioni di Vivation causano un miglioramento permanente nella nostra qualità di vita. L’integrazione è permanente. Le sensazioni e le emozioni che integriamo rimangono integrate e non tornano più indietro. Così Vivation è contemporaneamente molto piacevole ed estremamente valido per noi. Prova ad immaginare però se Vivation andasse bene per noi, ma non fosse divertente da fare; sarebbe come molte altre pratiche.

Il problema che riguarda il fare delle cose sgradevoli per la Crescita Personale è che una parte della mente si pone questa domanda: “Perchè faccio questa cosa sgradevole invece di guardare la televisione, o andare ad una festa, o fare qualsiasi altra cosa più piacevole?”. E la ovvia risposta è: “Lo devo fare per essere una persona migliore”. Questa domanda/risposta fa aumentare la vergogna, che è uno dei più grandi problemi con cui le persone si scontrano sovente. In effetti, una delle qualità migliori di Vivation è che rende facile e divertente integrare la vergogna. Quando stiamo facendo Vivation, se la mente chiede: “Perchè lo sto facendo?”, noi rispondiamo: “Perchè ci si sente bene!”. Ragione eccellente. Questo è esattamente ciò che vogliamo dalla vita, l’opportunità di ottenere risultati eccellenti facendo qualche cosa che ci piace.

Mi piace Vivation perchè da grandi risultati.

In un’ora di Vivation possiamo produrre più integrazione che facendo settimane di qualsiasi altra cosa. Noi ci impegniamo nel trarre un piacere concentrato dalle sensazioni che avvengono nel nostro corpo per un’ora, e abbiamo altrettante integrazioni che ci lasciano una sensazione di pace permanente con il nostro mondo. Vivation è molto diretto, perchè ci fa portare l’attenzione sull’esatta sensazione che limita maggiormente il nostro piacere e ce la fa ascoltare nei minimi particolari.

Il processo è guidato dal corpo, cosa che lo rende molto più efficiente di qualsiasi processo condotto dalla mente. La mente consapevole fa uno sforzo grandissimo al fine di tenere le sensazioni e le emozioni inconsce ben represse. Il corpo non fa nulla del genere. Il corpo è sempre connesso con la mente inconscia attraverso sensazioni ed emozioni. L’efficacia di Vivation lo rende più divertente da fare. Se noi lasciamo affiorare una paura e la integriamo in un paio di minuti (Vivation spesso è anche più efficiente di così), diventa una piacevole avventura. Ma se dovessimo sentire quella paura per ore o giorni prima di integrarla naturalmente, sarebbe estremamente spiacevole.

Il vero significato di imparare prima I Tre Punti da Ricordare e poi I Cinque Elementi è di rendere la sessione di Vivation il più efficiente possibile. Anche nella prima sessione, che normalmente contiene gli esercizi esperienziali dei Tre Punti da Ricordare, Vivation è estremamente efficiente. Poi con ciascuna lezione seguente, generalmente una lezione per ciascun dei Cinque Elementi più qualcun’altra, le sessioni diventano sempre più efficienti.

Mi piace Vivation perchè è un’abilità autonoma.

Desidero spiegare ciò che intendo con le parole “autonomo” e “abilità”. Vivation è un’abilità perchè siamo noi che produciamo i nostri risultati e perchè , imparando e sperimentando, noi riusciamo sempre meglio a produrli. Sotto questo punto di vista è quindi come altre abilità, come il parlare in pubblico o il dipingere quadri. Vivation è un’abilità autonoma, perchè noi impariamo a farlo per noi stessi. All’inizio della prima lezione di Vivation, il cliente nuovo è totalmente dipendente sul suo Vivation Professional, perchè il Vive Pro sa tutto circa Vivation e il cliente non sa nulla. Man mano che le lezioni si susseguono il cliente sviluppa la sua abilità e la sua autonomia.

Molti Vivation Professionals dicono alla maggior parte dei loro clienti di cominciare a provare autonomamente Vivation subito dopo la loro prima sessione. A prima vista sembra difficile; noi abbiamo bisogno di aver vicino il nostro Vive Pro che ci aiuti a stare nel processo. Ma dopo alcune lezioni noi diventiamo sempre più autonomi, fino a che finalmente siamo in grado di produrre risultati affidabili per noi stessi senza che qualcun altro debba essere presente.

Questo punto è essenziale per poter insegnare Vivation con gioia. Mi piace molto di più insegnare a qualcuno come fare per produrre lui i risultati piuttosto che lasciarlo con la convinzione che i suoi risultati dipendono da me. Mi piace vedere i miei clienti sviluppare le propria abilità sempre di più ad ogni lezione. Non è questa la vera essenza della Crescita Personale?

Mi piace Vivation perchè si auto-potenzia.

Vivation ci permette di fare meglio tutto. Con qualsiasi obiettivo, noi possiamo focalizzarci su quanto siamo lontani da esso o quanto ne siamo vicini. E’ sempre molto più facile raggiungere qualcosa quando siamo focalizzati su quanto vicini siamo a raggiungerlo. Vivation ci permette di vedere automaticamente la vicinanza dei nostri obiettivi, a livello di sensazioni. Senza Vivation, noi sprechiamo inevitabilmente molte energie combattendo per tenere le nostre emozioni represse. Le emozioni represse ci mettono in guerra con noi stessi. Vivation elimina il problema. Ogni integrazione ci rende più chiaro quello che veramente è importante per noi. Inoltre Vivation ci fa sentire meglio nello scegliere obiettivi significativi per noi. A causa dell’integrazione disponiamo di una nuova fonte di energia per aiutarci a fare le cose che realmente ci importano. Vivation inoltre potenzia anche le nostre motivazioni perchè quando noi raggiungiamo qualche traguardo, Vivation potenzia le nostre sensazioni di soddisfazione per un lavoro ben fatto.

Vivation si auto-potenzia anche per un altra ragione: stare focalizzati sulle nostre sensazioni aumenta la connessione con la nostra intuizione naturale. La naturale sensibilità del nostro corpo è come una grande antenna che raccoglie informazioni da ognuno ed ogni cosa nel nostro ambiente. Praticare Vivation incrementa grandemente la nostra abilità di sapere cosa altre persone stanno pensando e stanno sentendo. Vivation rende possibile per noi “pensare col nostro corpo intero”. In situazioni che sembrano particolarmente difficili, Vivation ci permette di percepire intuitivamente il modo giusto di agire.

Vivation migliora anche i nostri risultati rendendoci più entusiasti. L’entusiasmo è la migliore fonte di motivazione. Le persone più di successo sono le persone che sono più entusiaste. Eliminando i conflitti emotivi interni, Vivation lascia scorrere liberamente il nostro flusso di energia di forza vitale. Vivation tiene la nostra attenzione focalizzata sul momento presente, dove noi possiamo sentire e possiamo godere questo accresciuto flusso di energia. Questo potenziato piacere di ascoltare la nostra vitalità, combinato con il modo con il quale Vivation ci rende più consapevoli della vicinanza ai nostri importanti obiettivi, corrisponde all’entusiasmo.

Vivation ti farà sentire meglio rispetto a qualunque cosa tu faccia, e questo ti farà sentire molto più felice.

Mi piace Vivation perchè è “portatile”.

All’inizio impariamo Vivation in sessioni dedicate, ma con appena un po’ di pratica possiamo farlo mentre siamo impegnati in qualsiasi altra attività. Praticare Vivation mentre siamo impegnati contemporaneamente in altre attività si chiama “Vivation in Azione“. Dopo che il tuo Vive Pro ti avrà insegnato e fatto praticare i Cinque Elementi, potrai sperimentare l’affascinante lezione su Vivation in Azione. Il tuo Vive Pro potrebbe scegliere di farti fare una azione per te molto attivante, ed allenarti così con una sessione mentre sei impegnato a svolgere quella attività. Oppure il tuo Vive Pro potrebbe solo farti provare Vivation mentre fai il giro dell’isolato.

Con la pratica, arriverai al punto che farai Vivation naturalmente in qualsiasi situazione tu ti troverai. Quando fai Vivation con intorno persone che non lo conoscono, nessuno si accorgerà che stai facendo qualcosa di inusuale (è un processo interno). Sembrerai semplicemente più attento al presente e più positivo di molte altre persone. Se fai Vivation durante delle riunioni di affari, scoprirai che la tua intelligenza normale è potenziata dalla tua consa-pevolezza di sensazioni ed emozioni. Ti accorgerai di notare quando qualche idea ti preoccupa, ma non permetterai che ti metta di cattivo umore.

Mi piace Vivation perchè ci permette di migliorare a piacere qualsiasi esperienza .

Vivation aumenta il nostro saper trarre piacere dalle esperienze sia gradevoli che sgradevoli. Una grande parte della sgradevolezza di una esperienza sgradevole è il nostro rapporto negativo con essa. Noi invece vorremmo avere qualche altra esperienza. Tutto sarebbe molto migliore se solamente fosse diverso. Questo tipo di negatività è chiamata “rendere-sbagliato” nel lessico di Vivation. L’integrazione, il risultato di Vivation, è l’esatto opposto. Vuole dire che noi estendiamo il nostro senso del miracolo di essere vivi, includendo i particolari dell’esperienza che stiamo avendo ora. Solo pochi minuti di Vivation possono cambiare una cattiva giornata in una giornata grandiosa!

Naturalmente, questo stesso senso di gratitudine ben coltivata può rendere qualsiasi esperienza già piacevole ancora più piacevole. Vivation è l’arte sopraffina di incrementare intenzionalmente il nostro piacere. Sentire il miracolo della nostra vitalità ci rende sicuramente migliori amanti. Se assaporiamo il gusto di ogni boccone di cibo, lo gusteremo di più e otterremo tutti i benefici di Vivation. Vivation ci rende molto più facile ascoltare la musica senza essere distratti dai nostri pensieri.

Mi piace Vivation perchè aumenta la nostra libertà e quella degli altri.

Vivation riduce grandemente l’abilità di altre persone di controllarci. Quando qualcuno vuole controllarci, lo fa tentando di attivare in noi delle sensazioni che non ci piacciono. Ma quando conosciamo Vivation, possiamo integrare semplicemente quella sensazione e ridere dell’inutile tentativo di controllarci! Noi diventiamo realmente auto-motivati. Noi viviamo più liberi.

E quando noi facciamo Vivation aumenta anche la libertà delle altre persone nella nostra vita. È nella natura umana che, quando noi abbiamo un’esperienza che non ci piace, biasimiamo qualcun altro per essa. Questo processo di biasimare ci deruba del nostro potere. Se qualcun altro è responsabile dei miei risultati, allora io non posso produrre migliori risultati – devo cambiare prima l’altra persona. Il punto di vista dell’altra persona e che noi gli stiamo restringendo la sua libertà. Loro non possono vivere essendo loro stessi, ma devono cercare di comportarsi nel modo che vogliamo noi.

Invece, Vivation ci mostra che siamo noi i soli responsabili della nostra felicità. Noi possiamo fare qualche cosa semplice e potente (ad es. Vivation) per aumentare la nostra felicità in qualsiasi momento vogliamo. Siamo liberi di fare quello che vogliamo ed integrare le sensazioni che si sono attivate in noi. Siamo liberi da coercizioni e da sensi di colpa. Le nostre integrazioni creano anche libertà per le persone attorno a noi, perchè le nostre integrazioni ci danno la libertà di amare queste persone esattamente come sono. Non abbiamo più il bisogno di controllarli.

Mi piace Vivation perchè aumenta la nostra compassione per noi stessi e per gli altri.

Vivation aumenta la nostra autostima, perchè ci permette di amarci ed apprezzarci esattamente come siamo. Quello che facciamo in una sessione di Vivation è generare l’energia di amore incondizionato e riversarla in quella parte di noi che ne ha necessità al momento. Vivation è il modo più efficiente di integrare vergogna e colpa, che ci tolgono autostima, perchè lavora a livello di sensazioni. Tentare di eliminare vergogna e colpa a livello mentale è molto difficile perchè il messaggio che ci trasmettono vergogna e colpa è che noi non meritiamo qualcosa di buono, come ad esempio che meritiamo una diminuzione della nostra vergogna e colpa. Ma in una sessione di Vivation vergogna e colpa vengono risolte a livello di sensazioni esattamente come frustrazione, paura, dolore fisico, o qualsiasi altra cosa. Le persone che si servono di Vivation rendono possibili cambiamenti nella loro vita, contemporaneamente ad un accrescimento della propria autostima.

Più pratichiamo Vivation, più compassione abbiamo per gli altri. Sentire le nostre sensazioni in dettaglio ci rende naturalmente più consapevoli di ciò che le altre persone sperimentano quando provano qualcosa. Se combattiamo per non attivarci, come molte persone fanno, quando vediamo una persona attivata la biasimiamo e pensiamo: “perchè non può controllarsi?” Quando facciamo sessioni di Vivation scopriamo che abbiamo tutte le emozioni che esistono, appena sotto la superficie. In Vivation questa è una cosa grandiosa, perchè abbiamo sempre l’opportunità di integrare una sensazione o un’emozione non appena ne diveniamo consapevoli. Così non possiamo giudicare negativamente qualcuno per la sua collera se, per esempio, abbiamo avuto una grande integrazione di collera noi stessi! Vivation guarisce la nostra negatività, e in parte lo fa facendoci familiarizzare ed accettare la nostra negatività. Così facciamo l’esperienza profonda che la negatività delle altre persone è esattamente come la nostra, e questa profonda esperienza è chiamata “compassione.”

Mi piace Vivation perchè è un’esperienza spirituale senza dogmi.

L’essenza della spiritualità è il contatto consapevole con il nostro Spirito. Vivation rende possibile, in maniera affidabile, questa esperienza a chiunque, atei compresi. Il mondo ha disperatamente bisogno di una spiritualità genuina, ma non ha bisogno di dogmi. Vivation va bene con ogni religione nel mondo. Non c’è bisogno di cambiare le proprie credenze religiose per fare Vivation. Vivation rende i cattolici “migliori cattolici”, gli indù “migliori indù” e gli atei “migliori atei”. Ogni religione ha un proprio aspetto di Crescita Personale. Ridurre la nostra negatività, aumentare la nostra compassione, e sentire il nostro spirito, calza perfettamente con il programma di Crescita Personale di ogni religione.

Vivation è pura esperienza. Non devi cambiare nessuna delle tue credenze per fare Vivation. Sentire onestamente le nostre sensazioni non è un peccato che si può trovare nel libro di chicchessia. Provare gratitudine per il miracolo della nostra esistenza migliora qualunque programma spirituale. Le parole “spirituale” ed “ispirazione” provengono entrambe dalla parola latina “respiro”. Il modo facile, naturale, salutare con cui respiriamo in Vivation fa emergere la parte migliore di ognuno.

Mi piace Vivation perchè è semplice.

Vivation è sufficientemente semplice anche da insegnare ai bambini piccoli, specialmente il Vivation moderno che inizia con i Tre Punti da Ricordare. Ciascuno dei Tre Punti da Ricordare fa stare automaticamente in tutti i Cinque Elementi. Per esempio, se inspiri attraverso la sensazione più forte (il Secondo Punto da Ricordare), tu ti rilasserai, sentirai i dettagli all’interno della sensazione più forte, sarai ricettivo, e saprai che la tua volontà è tutto ciò di cui hai bisogno. Posso istruire chiunque a fare Vivation in circa un’ora. Pensa: un’abilità che potrai usare per il resto della tua vita, imparata in circa un’ora!

I Tre Punti a Ricordare sono come semplici giochi che tu giochi con la tua energia; ecco perchè non ci sono problemi ad insegnarlo ai bambini. I Tre Punti da Ricordare rendono anche facile e naturale stare nella nostra sessione di Vivation, anche se siamo impegnati in altre attività.

Mi piace Vivation perchè non è mentale.

Vivation è un processo fisico, nel senso che ci focalizziamo continuamente sulle sensazioni nel corpo e non sui pensieri nella mente. Se tu sei come la maggioranza delle persone, alla tua mente piace pensare che lei è la parte più intelligente di te. Quando fai Vivation scopri che il tuo corpo è molto più saggio della tua mente. Dopo tutto, il tuo corpo è così saggio che tu mangi una pizza e lui la trasforma nelle tue unghie, nel tuo fegato, nel tuo cervello ecc. La tua mente non è capace di farlo. Quando è impegnato con le emozioni, il tuo corpo cerca continuamente l’integrazione perchè ogni emozione è composta dalla tua forza vitale – che è di per se stessa piacevole. La tua mente, invece, cerca continuamente di reprimere, perchè ha l’idea che quello che non pensa consapevolmente non può che danneggiarla. Una sessione di Vivation è condotta completamente dal corpo del cliente, e questa è una delle ragioni più importanti per cui è così efficace.

Le persone sono già fin troppo mentali. Molte persone credono di essere la loro mente consapevole, lasciando la maggior parte di se stessi fuori. Ciò di cui le persone hanno bisogno è di essere più in contatto con le loro vere sensazioni ed emozioni. Questo rende automaticamente le persone più intuitive, più connesse ai propri valori, e più focalizzate sul loro scopo nella vita.

Mi piace Vivation perchè aumenta la nostra creatività.

Scrissi il mio secondo libro, “il Tuo Sogno più Vero – Come Gestire il Potere della Creatività” (non ancora tradotto in italiano, ndr), perchè osservai in centinaia di clienti che la loro creatività aumentava facendo Vivation. Vivation aumenta la nostra creatività in almeno due modi importanti:

Primo, Vivation riduce la barriera tra la mente conscia e quella inconscia. La mente inconscia è molto creativa – lo è abbastanza da poter creare di notte tutti i nostri sogni. La mente consapevole impedisce che del materiale inconscio emerga a causa del disagio dovuto al contenuto emotivo di questo materiale represso. Vivation rende piacevole e divertente esplorare questo materiale. Così, molte più idee creative sorgeranno naturalmente dall’inconscio.

Secondo, ogni integrazione produce un cambiamento creativo. Ogni qualvolta qualche cosa sembra essere un problema, è a causa del modo con il quale lo guardiamo. Quando passiamo attraverso il momento nel quale troviamo la soluzione, noi cambiamo contesto focalizzandoci su un nuovo utilizzo di quello che noi già abbiamo. Questo è esatamente il cambiamento che accade al momento dell’integrazione. Quando noi tentiamo di risolvere un problema mentalmente, lo troviamo spesso difficile perchè siamo ancora presi dal vecchio contesto. Lavorando a livello delle sensazioni, semplicemente focalizzandoci sulla sensazione che attira di più la nostra attenzione e trovando un modo positivo per relazionarci con essa, il cambiamento creativo è facile.

La natura della creatività è che cambia continuamente. Nessuna sessione di Vivation è mai uguale ad un’altra, perchè l’integrazione è permanente. Una volta che troviamo un modo per godere di una sensazione o di una emozione, non ritorniamo più indietro alla incapacità di godercela. Così durante una sessione di Vivation, tutte quelle sensazioni sottili che emergono e si integrano, vengono integrate permanentemente !!! Le sensazioni che sono emerse durante la prima sessione di Vivation non si faranno più vedere nella seconda sessione, perchè loro non ci sono più. Noi progrediamo stabilmente continuando a fare Vivation, facendo delle avventure interiori sempre più affascinanti.

L’abilità di Vivation® è una forma di meditazione ideata da Jim Leonard nel 1979. Vivation® è un marchio registrato.
Solo gli Associated Vivation Professionals (AVP) in possesso della licenza sono autorizzati ad usare il termine Vivation nella propria pubblicità.

Rebirthing - Esperimenti di Volo

ESPERIMENTI DI VOLO – Svelare sé stessi un respiro alla volta

Esperimenti di volo
Ogni volta che ci accorgiamo che qualcosa non va, che vorremmo cambiare e trasformare la nostra vita, ci troviamo di fronte ad un Esperimento di volo: ci piace immaginare che questa condizione sia simile al senso di vuoto che prova un uccellino, il quale, giunto il tempo, sente l’istinto di abbandonare il proprio conosciuto per sperimentare il volo e trovare così le traiettorie della sua esistenza, l’autenticità della propria vita. Il rebirthing transpersonale è una straordinaria tecnica di respirazione che, inserita all’interno di un percorso integrato composto da psicoterapia, meditazione e yoga, permette di risvegliare il nostro potenziale latente. Un respiro alla volta, sentiremo disciogliersi le ansie, i giudizi, le paure e i condizionamenti che ci impedivano di volare.

Enrico Maria Bellucci: Sono amante di tutto ciò che riguarda l’uomo e le relazioni che caratterizzano l’esistenza. Interpreto il ruolo di psicologo e psicoterapeuta sistemico relazionale con la stessa passione di chi ogni giorno intraprende il più bel viaggio che l’uomo possa compiere: quello alla scoperta di sé stessi. Ho integrato gli studi scientifici (Phd in psicologia del lavoro, terapia EMDR) con un approccio transpersonale. Praticante zen e Istruttore Mindfulness, sono da sempre convinto che l’uomo contenga al suo interno tutte le risposte di cui necessita, ma è necessario rieducarlo ad accedere alle sue innate potenzialità latenti. Per compiere questo percorso, la psicoterapia, lo yoga, così come le tecniche di rilassamento, di respiro e meditazione sono gli strumenti fondamentali di ogni viaggiatore. Svolgo la mia professione a Roma e conduco seminari residenziali in tutta Italia.

Francesca Ferrari: Nutro una profonda passione per tutto ciò che riguarda il corpo e il movimento: il corpo come tempio, come specchio della coscienza, come espressione di sé e come ponte tra il visibile e l’invisibile. Ho conseguito la laurea presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma come educatrice coreutica, lavoro come performer, istruttrice yoga e Mindfulness. Ho integrato la mia formazione artistica con un approccio transpersonale che mi ha portato a creare MINDFULDANCE, un nuovo modo di guardare all’educazione coreutica e, più in generale, alla forrmazione artistica. Svolgo la mia professione a Roma e accompagno le persone in percorsi individuali personalizzati e di gruppo. Conduco seminari residenziali in tutta Italia.

EPIGENETICA: conversazione con Bruce Lipton

È giunto il momento di abbandonare le vecchie credenze che la comunità scientifica e accademica e i mass media ci hanno inculcato, per muoverci verso la nuova ed eccitante prospettiva di salute, benessere e abbondanza offerta da questa scienza d’avanguardia: l’epigenetica.

Bruce Lipton dimostra, in modo semplice e appassionante, che ciò in cui crediamo determina ciò che siamo, e non è il nostro DNA a determinare la nostra vita e la nostra salute. Si tratta di una grande rivoluzione della scienza e del pensiero umano, che ci libera dalla prigionia del destino. L’Autore dimostra in maniera inoppugnabile che l’ambiente, i nostri pensieri e le nostre esperienze determinano ciò che siamo, il nostro corpo e ogni aspetto della nostra vita.

L’INTERVISTA
Barbara Stahura: La premessa di base della tua ricerca e del tuo libro, The Biology of Belief, è che il DNA non controlla la nostra biologia. Bruce Lipton:
Sì. Ho cominciato a studiare questo verso la fine degli anni ’60. Da allora la scienza di frontiera ha iniziato a rivelare tutte le cose che avevo osservato. I biologi che fanno ricerca d’avanguardia sono a conoscenza di ciò che dico nel libro. Il pubblico, però, non ne ha comprensione alcuna perché, o gli arriva in forma abbreviata, o quello che gli viene venduto è la credenza che siamo controllati dai nostri geni, sebbene ciò non sia sostenuto dalla scienza d’avanguardia. Tutto il mio sforzo si è concentrato nel far giungere al mondo l’informazione d’avanguardia. L’orientamento mentale del pubblico è stato programmato secondo la credenza che siamo degli automi genetici, che i geni controllano la nostra vita, che ne siamo vittime, e via di seguito. Il punto, però, è che la scienza di frontiera – quella di cui parlo – si è stabilizzata da almeno 15 anni. È ora che sia portata nel mondo perché è lì che viene usata.

BS: Questa scienza relativamente nuova sulla quale tu scrivi viene chiamata epigenetica. Ci spiegheresti di che cosa si tratta?
BL: L’epigenetica è quella scienza che mostra che i geni non si auto-controllano, ma sono controllati dall’ambiente. Si sa da circa 15 anni, e ora fa finalmente fa capolino da dietro l’angolo. Ti faccio un esempio. La Società Americana per il Cancro ha recentemente pubblicato una statistica che afferma che il 60 per cento dei tumori sono evitabili, cambiando stile di vita e dieta. Quest’informazione proviene da un’organizzazione che ha cercato per circa 50 anni i geni del cancro. E ora se ne viene fuori dicendo: è lo stile di vita, non sono i geni. Ci siamo focalizzati sul cancro come se fosse una questione genetica, ma solo il cinque per cento dei cancri ha una connessione genetica. Il novantacinque per cento dei cancri in effetti non ha nessuna connessione coi geni. La ragione (che ci fa dire che c’è una connessione genetica) è che tale spiegazione è fisica, tangibile, perciò preferiamo lavorare su di essa. E il 95 per cento che ha un cancro e non c’è una connessione genetica? Non è facile fare esperimenti su qualcosa sulla quale non puoi focalizzarti fisicamente.

BS: Così il determinismo genetico – l’idea che siamo controllati dai nostri geni – è inevitabilmente incrinata, come dici nel libro.
BL: Sì.

BS: Hai scritto anche di Jean-Baptiste de Lamarck e della sua teoria dell’evoluzione – che sopravviviamo attraverso la cooperazione, piuttosto che la più recente idea darwiniana di competizione e sopravvivenza dei più forti. Che tutti i nostri trilioni di cellule devono cooperare per mantenere il nostro corpo in perfetto funzionamento, in quanto noi esseri umani non possiamo sopravvivere senza grandissime quantità di cooperazione gli uni con gli altri e con il nostro ambiente.
BL: Immediatamente, appena hai detto cooperazione, stavi violando la teoria darwiniana, che è competizione e lotta. Di fatto, si tratta di un’interpretazione erronea. La nuova scienza ci dice che quella credenza è sbagliata. La credenza di cui hai appena parlato, invece – la natura della cooperazione e della comunità – è in effetti il principio basilare dell’evoluzione.Nel 1809 Lamarck ha scritto che i problemi che tormenteranno l’umanità verranno dal suo separarsi dalla natura, e ciò condurrà alla distruzione della società. Aveva ragione, perché la sua enfasi sull’evoluzione era che un organismo e l’ambiente creano un’interazione cooperante. Se volete capire il destino di un organismo, dovete capire la sua relazione con il suo ambiente. Poi ha affermato che separarci dal nostro ambiente significa assumere la nostra biologia e tagliarci fuori dalla nostra sorgente. Aveva ragione. E quando arrivi a capire la natura dell’epigenetica, la sua teoria ora ha trovato sostanza. Senza alcun meccanismo che, all’inizio, le desse un senso – e specialmente da quando abbiamo comprato il concetto dei biologi neo-darwiniani che affermano che tutto è controllato geneticamente – Lamarck sembrava stupido. Ma sai cosa? Aveva proprio ragione.

BS: La tua dimostrazione che il “cervello” della cellula non è il DNA ma, bensì, la sua membrana è affascinante. Che significato ha questa scoperta riguardo a ciò che pensiamo di noi stessi e della nostra vita, dal momento che siamo proprio una comunità di cellule?
BL: Se due cellule si uniscono e stanno comunicando, useranno i loro “cervelli” per farlo, giusto? E se dieci cellule si uniscono, useranno i loro cervelli affinché la loro comunicazione reciproca abbia un senso. Quando prendi un insieme di un trilione di cellule, come in un cervello umano, queste opereranno ancora secondo il principio del cervello cellulare. Beh, quando abbiamo comprato l’idea che i geni ed il nucleo formano il cervello della cellula – che ci porta fuoristrada – e la applichi come fosse un principio di neurologia o di neuro-scienza, ti sei già incamminato nella direzione sbagliata. Non puoi arrivare da nessuna parte perché quello non è il cervello della cellula.
I nostri principi su come funziona l’intelligenza sono stati totalmente sviati. Ecco perché, dopo tanta neuro-scienza, se chiedi a qualcuno: “come funziona, veramente, il cervello?” La risposta sarà: “veramente, non lo sappiamo”.Il Progetto Genoma Umano dice che quel modello è sbagliato. Pensavamo che ci volessero più di 100.000 geni per far funzionare un essere umano. Il fatto che ce ne siano meno di 25.000 ha messo un bastone tra le ruote dell’intero processo.
Come può esserci un tale esiguo numero di geni a formare una cosa così complessa come un essere umano? La risposta è che ci vuole molto di più dei soli geni a farlo funzionare – che è l’apporto dall’ambiente che può alterare la lettura dei geni.
Ci sono 140.000 proteine in un corpo umano, e si credeva che ciascuna richiedesse un gene separato per prodursi. Di colpo, trovi che ci sono 25.000 geni e 140.000 proteine, e non ci siamo con i numeri. L’epigenetica rivela qualcosa di così sorprendente che la scienza stessa ha dei problemi a comprendere la forza di questo nuovo significato, e suona così: con il controllo epigenetico, che significa il controllo mediato dall’ambiente, un singolo gene può essere usato per creare 2000 o più proteine diverse dalla stessa matrice. Il controllo epigenetico è come un lettore che può leggere l’impronta originaria e ristrutturarla per produrne qualcosa di diverso. Ed ecco come un singolo gene può essere usato per creare molti prodotti proteici differenti. Non è stato il gene che ha prodotto ciascuna proteina, è stato il controllo epigenetico che l’ha fatto, e questo è il feedback diretto dall’ambiente. Ci allontana da quel meccanismo che dice che siamo solo macchine.

BS: E ci dice invece che non siamo vittime. Siamo co-creatori.
BL: Assolutamente.

BS: Per tanti l’idea che siano i nostri pensieri a creare la realtà, che è quello su cui si basa la Scienza Religiosa e altre tradizioni metafisiche e spirituali, è un’idea puramente spirituale. Ma la fisica quantistica ha aggiunto all’idea, il fatto scientifico. E ora, il tuo lavoro e quello di altri porta quel concetto a livello delle cellule. Che lo rende in qualche modo più reale, più tangibile.
BL: Se si definisce lo spirito più o meno su questi parametri si potrebbe ottenere una definizione del tipo “una forza motrice invisibile.” Se definisco la natura della meccanica quantistica, è una forza motrice invisibile. Di fatto afferma: “Sì, ci sono forze invisibili che modellano la nostra esistenza”. Poiché la nostra biologia è tradizionalmente basata su un concetto newtoniano e materialistico, la natura di quel sistema è di considerare le forze invisibili come non rilevanti. Però, quello che la meccanica quantistica ha stabilito è che le forze motrici invisibili sono tutto. Perciò, se la nostra scienza non si adatta alla nuova fisica, sta di fatto ostacolando il progresso in evoluzione. Quando si introducono nuove forze, si deve dar loro nuovo credito, e quando lo si fa, i ricercatori spirituali saltano su e dicono: lo sapevo! E i fisici quantistici saltano su e dicono, lo sapevo! Stiamo sempre parlando della stessa cosa. Se lo ammettessimo, l’opportunità di unione diventa così tangibile che è quasi fisica. Sì, possiamo sentirla! Ora possiamo essere tutti d’accordo. Tu la chiami come vuoi, io la chiamo come voglio. Ma siamo tutti governati da queste forze invisibili.

BS: Ho letto una tua intervista nella quale hai affermato, “piuttosto che esser vittime dei nostri geni, lo siamo stati delle nostre percezioni.” Puoi aggiungere qualcosa su ciò che significa essere una vittima delle nostre percezioni?
BL: In un certo senso, sappiamo attraverso lo studio della membrana cellulare, attraverso lo studio dell’epigenetica, che questo è fondamentale. L’epigenetica dice che i segnali ambientali influenzano l’espressione genetica, e questi segnali ambientali talvolta sono diretti, e tal’altra sono interpretazioni, quando per es.le percezioni diventano credenze. Così, ho una credenza su qualcosa, che è una percezione, e aggiusto la mio biologia a quella particolare credenza. Come col cancro terminale, se credo a quello che i medici mi dicono, lo loro diventa una vera e propria predizione. Se dicono che ho il cancro terminale e sono d’accordo, allora essenzialmente morirò quando, a detta loro, accadrà. Quali sono le persone che non lo fanno? I casi di “remissione spontanea.” Almeno una persona, scommetto, non ha “comprato” quella diagnosi. E la sola ragione per la quale ne sono usciti è che avevano un altro sistema di credenze completamente diverso, e quindi sono stati capaci di cambiarlo.

BS: Come possiamo cambiare le nostre percezioni o credenze fino a quel punto?
BL: La prima cosa è acquisire le nuove percezioni di come funziona la vita. Lasciare andare o riconsiderare le percezioni con le quali ci siamo formati, che, inevitabilmente, sono vittimizzanti: sono fragile, l’ambiente mi può attaccare, lo zucchero fa male. Queste sono credenze acquisite. Ma la questione è, sono veramente vere? Sono vere se questo è ciò che credi, dal momento che la percezione governa la biologia. Se sono programmato dalla percezione che lo zucchero è dannoso alla mia biologia e lo mangio, allora essendone a conoscenza intossico il mio sistema con la credenza, non con lo zucchero. La maggior parte di queste percezioni si manifestano come credenze limitanti o auto-sabotanti su quello che possiamo o non possiamo fare. Come l’auto-guarigione.
La tendenza è, no, non ti puoi guarire da solo, devi andare da qualcun altro che ti guarirà. Santo cielo! Dopo parecchi miliardi di anni di evoluzione, il sistema fu progettato per auto-guarirsi. Per quanti milioni di anni gli esseri umani hanno fatto senza medici? Perché abbiamo bisogno di così tanti medici ora? Perché la percezione è che siamo deboli e fragili, ed abbiamo bisogno del loro aiuto. Bene, questa è una percezione.
Quando eliminiamo questa percezione ed iniziamo ad immettere nuove percezioni, allora cambiamo la risposta della nostra biologia al mondo che ci circonda. Man mano che cambiamo le nostre percezioni, cambiamo le nostre risposte. Le percezioni con le quali operi – ti danno sostegno o te lo tolgono? Ti rendono più forte o più debole?Queste percezioni sono nel subconscio, che controlla il 95 per cento della nostra vita. E, quando lo fa, lo fa senza che noi ce ne accorgiamo. Non vediamo di fatto i programmi che sono automatici. Funzionano perché il conscio è occupato, ed i programmi automatici ne prendono il posto.
Quando il conscio è occupato a fare qualcosa, non sta osservando se stesso. Ci sono due fattori che ci aiutano a capire questo. Uno, la mente cosciente opera con un processore da 40 bit, che significa che può interpretare ed elaborare 40 bit di stimoli nervosi – un bit è uno stimolo nervoso – al secondo. Il che significa che entrano 40 stimoli al secondo e la mente cosciente li discerne e li capisce. La mente subconscia in quello stesso secondo sta elaborando 40 milioni di bit. Da rilevare: se confronto l’elaborazione della mente conscia con quella subconscia, la subconscia è un milione di volte più potente nell’elaborare informazioni. Elemento numero due: i neuroscienziati cognitivi dicono che il 5 per cento del nostro comportamento giornaliero è controllato dalla nostra mente cosciente ed il 95 per cento dal programma subconscio. Perciò nella nostra esistenza quotidiana, la mente subconscia è la fonte più potente della nostra biologia. La mente subconscia è un nastro registratore. Non c’è nessuno lì. È praticamente un congegno di stimolo-risposta. Non c’è bisogno di esserne coscienti. Voi ve ne andate in giro per il mondo, e farà quello che deve fare senza che dobbiate pensarci.Quando la mente cosciente è occupata, non sta osservando il subconscio.
Ed il subconscio è composto dai programmi fondamentali che abbiamo ricevuto dagli altri nei primi sei anni. Mentre si vive la vita con le nostre intenzioni e i desideri della mente cosciente, il 95 per cento del comportamento viene dalla mente subconscia, che è stata programmata da altri.E la maggior parte di tale programmazione è veramente limitante. Non ti puoi guarire da solo, non sei abbastanza intelligente, non ti meriti le cose buone, non sei bravo in disegno o quello che è. Queste affermazioni diventano programmi subconsci, che si attivano quando non faccio attenzione. La mente cosciente nella maggioranza è occupata a pensare al futuro o al passato. E se il conscio è occupato in questo, nel momento presente, si è veramente guidati dal subconscio. Il vostro cosciente è occupato a cercare di pensare: “Mi merito un aumento e di certo dovrei salire di grado in questa ditta.” Mentre lo fate di certo, state operando dal subconscio, e quello ha un programma che afferma che non vi meritate le cose. Qual è allora l’espressione del vostro comportamento? Il comportamento che è coerente con “Non mi merito.” Ciò significa che farete degli errori o altro che renderanno legittimo che non vi meritiate le cose. Non ve ne rendete conto perché non l’avete visto all’opera, e diventate frustrati riguardo la vostra vita perché ci provate così tanto ad avere successo e non andate mai da nessuna parte. E poi, ovviamente, la tendenza è, non sei tu, è il mondo ad ostacolarti. La grande e bizzarra sorpresa è che il mondo vi darà qualsiasi cosa. E’ il vostro stesso sé che è d’intralcio.

BS: Come facciamo a vincere l’opposizione della nostra programmazione subconscia?
BL: Diventane cosciente. Ci sono un paio di modi di farlo. Il modo più antico è quello dell’attenzione Buddhista. Se sei cosciente di essere qui in questo momento, mentre fai questo stupido errore, osservi l’errore, e potresti rimediarlo. La consapevolezza, però, è una cosa molto difficile da addestrare, ed è anche un processore da 40 bit che cerca di far funzionare completamente il processore da 40 milioni di bit. Perciò, per la maggior parte della gente è una procedura molto difficile perché le loro vite sono così indaffarate e sono talmente occupati che non riescono a prendere atto di ciò. L’altro modo è, puoi ritornarci dentro e riscrivere il programma, ma ci sono due cose che devi fare: A) Identificare il programma, e B) Eseguire una procedura per riscriverlo. Quello che riflette è qualcosa alla quale la maggior parte della gente non ha fatto attenzione e è da dove vengono la maggior parte dei problemi. Pensano che possono semplicemente parlare alla mente subconscia e che questo la migliorerà. Ma la mente subconscia è un nastro registratore. Mettete un nastro nel vostro mangiacassette, accendetelo, e poi ditegli di riprodurre qualcosa di diverso. Il fatto è, che lì, non c’è nessuno. Non farà niente. Ed il potere del pensiero positivo – la maggior parte della gente dice, il potere del pensiero positivo! Provalo! E quando non funziona si sentono peggio perché non possono neanche fare quello. Perché non funziona? Perché se il programma subconscio non è allineato con la direzione conscia, allora si ha un programma che funziona su un processore di 40 milioni di bit 95 per cento del tempo, che vi tira giù mentre voi impiegate il 5 per cento del vostro tempo nella vostra immaginazione pensando pensieri positivi, mentre il vostro subconscio sta conducendo lo spettacolo e sabotandovi proprio nel bel mezzo dei vostri pensieri positivi.Il pensiero positivo funziona solo se le credenze nel subconscio sono in linea con esso, o se siete completamente attenti. Se siete totalmente attenti ed usate quel desiderio di essere positivi e far funzionare le cose, allora vi accorgerete quando il vostro subconscio sta facendo andare un nastro e voi potete cancellarlo. Ma se non siete attenti e pensate solo pensieri positivi, allora non state conducendo lo spettacolo. Da qui vengono i conflitti. E, ovviamente, se voi foste così positivi nella vostra mente e pensaste che state conducendo lo spettacolo e pensando che non funzioni, ovviamente il mondo vi è contro. No, il mondo non vi è contro, sono i programmi limitanti ed auto-sabotanti che acquisiamo in gioventù. Qui è dove dobbiamo azzerarci.

Rabbia e cervello di Dalai Lama & Daniel Goleman

Il Dalai Lama aveva specificamente chiesto che uno degli argomenti dell’incontro fosse la base neurologica dei tre stati distruttivi conosciuti nel buddismo come i “tre veleni”: la rabbia, il desiderio e l’illusione. Dopo aver discusso il background neurologico, Richie passò adesso al primo “veleno”, la rabbia.

“I testi di psicologia descrivono tutta una serie di tipi diversi di rabbia. Un primo tipo è la rabbia diretta dentro di sè, che di solito indica una rabbia non espressa apertamente. Un altro tipo di rabbia, diretto all’esterno, può sfociare nell’ira. Vi è poi una rabbia associata a certi tipi di tristezza. Un certo tipo di rabbia, infine, può essere trasformato in un impulso costruttivo per rimuovere un ostacolo”.
L’elenco incuriosiva il Dalai Lama. Chiedendosi quale fosse la logica delle categorie proposte da Richie, chiese: “Come sono fatte le distinzioni tra questi tipi di rabbia? Sono soltanto differenze di comportamento o di espressione? O si tratta invece di distinzioni tracciate su altre basi?”.
“Sono fatte sulla base di prove di vario tipo” rispose Richie. “La prima consiste nell’analisi di risposte a questionari appositamente studiati. La seconda dipende da dati sul comportamento, e la terza della fisiologia. Dopo descriverò alcune delle scoperte in campo fisiologico.
“La ricerca ha scoperto che, quando una persona dichiara di non sapere esprimere la rabbia di cui è preda, mostra il modello di attivazione destra del lobo frontale, che è inoltre associato ad altri tipi di emozioni negative. Lo stesso individuo mostra inoltre l’attivazione dell’amigdala. Nei bambini che piangono per un senso di frustrazione, la rabbia è spesso associata alla tristezza – anche tale rabbia è stata associata al modello di attivazione destra dei lobi frontali.
“C’è poi un tipo di rabbia associato a quello che chiamiamo “comportamento di approccio”, laddove qualcuno fa dei tentativi costruttivi di eliminare un ostacolo. Questo tipo di rabbia è stato studiato in vari modi. Se si mostra a un bambino piccolo un giocattolo particolarmente interessante e lo si trattiene nel contempo per le braccia, impedendogli così di giocarci, sulla sua faccia compariranno segni di rabbia in reazione alla situazione. Quando i bambini vengono sottoposti a questa forma di costrizione, mostrano un modello di attivazione frontale sinistra. Ciò è stato interpretato come un tentativo di rimuovere il blocco che li separa dall’obiettivo in modo da raggiungerlo – giocare con quel giocattolo interessante.
“Negli adulti, è stato studiato lo stesso tipo di rabbia in soggetti che stanno tentando di risolvere un problema di matematica particolarmente difficile. Nonostante la componente di frustrazione che comporta la difficoltà del problema, vi è un energico tentativo di raggiungere l’obiettivo risolvendolo. Quando ciò accade, ci troviamo ancora una volta di fronte all’attivazione frontale sinistra. E’ un tipo di rabbia che, in Occidente, potremmo chiamare costruttiva: rabbia associata al tentativo di eliminare un ostacolo.”

Il concetto di rabbia costruttiva ci riportò alle discussioni delle prima giornata sulle differenze tra la psicologia occidentale e quella buddista nello specificare che cosa, in un’emozione, è distruttivo – la rabbia, in questo caso.
Alan spiegò il punto di vista buddista: “Mentre uno è impegnato a tentare di superare l’ostacolo, ad esempio il difficile problema di matematica, sta accadendo qualcosa di costruttivo – stiamo risolvendo il problema. Ma è la rabbia che ci aiuta a risolverlo? Anche se vi è un collegamento, esistono prove certe che la frustrazione, la rabbia, l’irritazione e l’esasperazione siano in realtà d’aiuto a raggiungere l’obiettivo?”.
“Si tratta di una domanda assolutamente cruciale” riconobbe Richie. “La rabbia, al pari di qualsiasi altra emozione, può essere smontata in elementi costitutivi più elementari. Nella rabbia può spesso essere presente una certa qualità che può anche essere presente in stati non di rabbia, e questo è l’elemento costruttivo.”
A quel punto Paul Ekman suggerì: E’ la perseveranza. La rabbia può fornire la motivazione costruttiva della perseveranza al fine di risolvere il problema di matematica anzichè abbandonarlo.”
“Perchè è dunque chiamata rabbia?” chiese il Dalai Lama, vagamente perplesso che una perseveranza costruttiva, anche se nata in reazione alla frustrazione, fosse vista come rabbia. Si trattava di un pensiero estraneo alla categoria buddista della rabbia che, per definizione, implica una distorsione della realtà, uno sfalsamento della percezione che esagera le qualità negative delle cose.
“Si chiama rabbia” rispose Richie “perchè la gente dichiara di essere frustrata, e la frustrazione fa tradizionalmente parte della famiglia della rabbia.”
Quella risposta, apparentemente circolare, non sembrava in grado di risolvere la perplessità del Dalai Lama; (…)
Alan affrontò il problema da un’angolazione diversa. “Nella meditazione buddista c’è una sfida molto difficile, chiamata shinay o quiescenza meditativa. Il problema è come sviluppare la tenacia per arrivarci. Si tratta di sviluppare gioia, fede ed entusiasmo. Un individuo che cerchi di arrivare alla quiescenza meditativa attraverso l’ira, la rabbia, l’irritazione o l’esasperazione, non farà molta strada.”
Ma il Dalai Lama disse: “Non sono del tutto d’accordo con quanto ha detto Alan. Anche nel contesto del buddismo, il senso di disincanto e l’aspirazione alla libertà – lo spirito dell’emergenza – dipendono da quanto è forte la sensazione di intolleranza o di disgusto per il fatto di essere in preda alle afflizioni. Un individuo non sopporta più le sofferenze del samsara, ha perso ogni illusione, è addirittura disgustato – tutto ciò è sano e costruttivo”. (…)

“Vostra Santità, adesso vorrei passare a quella forma patologica di rabbia che può condurre alla furia e alla violenza, spiegando che cosa ne sappiamo rispetto al cervello. Un individuo che presenta una propensione a una rabbia patologica potrebbe essere incapace di anticipare le conseguenze negative dell’espressione estrema della rabbia. Questa incapacità di anticipare quelle conseguenze negative sembra coinvolgere non soltanto il lobo frontale ma anche l’amigdala. Uno studio molto recente mostra atrofia o una drastica riduzione dell’amigdala in persone con una storia di aggressioni gravi.
“L’idea, qui, è che l’amigdala sia necessaria per anticipare le conseguenze negative, mentre le persone che hanno una propensione a forme estreme e patologiche di rabbia non sono in grado di prevedere le conseguenze della loro rabbia. Negli Stati Uniti un uomo di nome Charles Whitman ha ucciso varie persone prima di suicidarsi lui stesso. Sparava da una torre sul campus della University of Texas a Austin. Ha lasciato un messaggio nel quale chiedeva alla società di esaminare il suo cervello alla ricerca di possibili indizi sulla patologia di cui era afflitto. Quando venne fatta l’autopsia, scoprirono un tumore al cervello che premeva sull’amigdala. Sebbene si tratti semplicemente di un rapporto su un caso criminale, anche qui troviamo il suggerimento che ci sia un collegamento forse rilevante tra l’amigdala e l’espressione patologica alla violenza.”

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