Domande frequenti
1. Percorso psicologico e modalità di lavoro
Come faccio a capire se il percorso con me è adatto a te
Il primo colloquio serve anche a questo: a comprendere insieme la natura della difficoltà, il momento che stai attraversando e il tipo di supporto più adatto. Non è necessario arrivare con le idee chiare o con una richiesta perfettamente definita.
Di cosa mi occupo nello specifico
Mi occupo di sostegno psicologico, percorsi di crescita personale e interventi rivolti al benessere emotivo e relazionale. Lavoro con difficoltà legate ad ansia, stress, attacchi di panico, depressione, blocchi emotivi, disturbi psicosomatici, crisi personali, problematiche di coppia e genitorialità.
Quali problematiche tratto più spesso
Tra le richieste che incontro più frequentemente ci sono ansia, stress, attacchi di panico, difficoltà relazionali, momenti di crisi, depressione, tensioni corporee, disagi psicosomatici, difficoltà nella coppia e nella gestione dei figli o dell’adolescenza.
Come si svolge il primo colloquio?
Il primo incontro è uno spazio di ascolto e orientamento. Mi serve per comprendere il motivo della richiesta, raccogliere gli elementi principali della situazione e iniziare a delineare un possibile percorso di lavoro, nel rispetto dei tuoi tempi e del tuo modo di porti.
Cosa succede dopo il primo incontro?
Dopo il primo colloquio valuto insieme a te la possibilità di proseguire, definendo obiettivi, frequenza e modalità del percorso. In alcuni casi può essere sufficiente un breve accompagnamento, in altri può essere utile un lavoro più continuativo.
Il percorso che propongo è uguale per tutti o viene personalizzato?
Ogni percorso che costruisco è personalizzato. Non lavoro con schemi rigidi o soluzioni standard: il percorso cambia in base alla persona, alla fase di vita, al tipo di difficoltà e alle risorse presenti.
È possibile fare solo alcune sedute, oppure serve un percorso lungo?
Dipende dalla richiesta e dall’obiettivo. Ci sono situazioni in cui bastano pochi incontri focalizzati e altre che richiedono un lavoro più profondo e graduale. La durata non la decido in astratto, ma nasce dall’andamento reale del percorso.
Puoi iniziare un percorso con me anche se non hai mai fatto terapia o lavoro sul corpo?
Sì. Non è necessario avere esperienza precedente. Il percorso può iniziare anche da zero, con gradualità, rispettando ciò che senti possibile in quel momento.
Puoi rivolgerti a me anche se non hai un problema preciso ma senti di stare male o di essere bloccato?
Sì. Non sempre il disagio arriva con un nome chiaro. A volte si presenta come stanchezza, confusione, vuoto, tensione o fatica a stare nelle relazioni. Anche questo è un motivo valido per chiedere un colloquio.
Se stai vivendo un periodo di cambiamento, crisi o confusione, può esserti utile un percorso con me?
Sì. I momenti di passaggio, di perdita, di trasformazione o di incertezza possono generare disorientamento. Un percorso psicologico può aiutarti a comprendere meglio ciò che sta accadendo e a trovare una direzione più stabile.
Ho un po’ di timore a iniziare: è normale?
Sì, è assolutamente normale. Chiedere aiuto e iniziare un percorso può portare con sé esitazione, imbarazzo o paura. Il primo colloquio serve anche a creare uno spazio in cui poterti sentire accolto, senza dover dimostrare nulla.
Puoi chiedermi un primo colloquio anche se non sai spiegare bene cosa ti sta succedendo?
Sì. Non è necessario saper raccontare tutto con precisione. A volte il lavoro comincia proprio dal dare forma a qualcosa che inizialmente appare confuso, indistinto o difficile da nominare.
Il primo incontro serve già a lavorare sul problema o solo a conoscerci?
Fa entrambe le cose. È un momento di conoscenza, ma può già offrire primi elementi di comprensione, orientamento e lettura della difficoltà che stai portando.
1. Percorso psicologico e modalità di lavoro
Qual è la differenza tra colloquio psicologico, counseling a mediazione corporea e bioenergetica?
Nel colloquio psicologico lavoro principalmente attraverso la parola, l’ascolto e la comprensione dei vissuti. Il counseling a mediazione corporea integra il dialogo con l’attenzione al corpo, alle tensioni, al respiro e alla percezione di sé. La bioenergetica utilizza il corpo in modo più diretto, attraverso esercizi e pratiche mirate a favorire contatto, espressione e rilascio.
Come capisco quale approccio proporre tra dialogo, lavoro corporeo e tecniche di respirazione?
La scelta nasce dall’ascolto della persona e della sua esigenza specifica. In alcuni momenti è utile lavorare soprattutto con la parola, in altri può essere importante integrare il corpo, il respiro o tecniche più esperienziali. Calibro il percorso con attenzione, senza forzature.
Perché integro mente e corpo nel percorso psicologico?
Perché molte difficoltà emotive non si manifestano solo nei pensieri, ma anche nel corpo: tensioni, blocchi, stanchezza, agitazione, somatizzazioni, difficoltà respiratorie o senso di chiusura. Integrare mente e corpo mi permette di lavorare in modo più profondo e più completo.
In cosa consiste concretamente una seduta con approccio corporeo?
Dipende dalla persona e dal momento del percorso. Può includere ascolto del respiro, consapevolezza corporea, attenzione alle tensioni, esercizi semplici, radicamento, movimento o pratiche finalizzate ad aumentare il contatto con sé. Non si tratta mai di una prestazione, ma di un’esperienza guidata e rispettosa.
Cosa intendo per counseling a mediazione corporea?
Intendo una modalità di lavoro che affianca alla parola l’ascolto del corpo. L’obiettivo è aiutare la persona a riconoscere segnali, blocchi, emozioni e modalità relazionali che spesso passano anche attraverso la postura, il respiro e la percezione corporea.
La bioenergetica è adatta a tutti?
Non sempre nello stesso modo. Può essere molto utile, ma va proposta in base alla persona, alla sua storia, alla sua condizione emotiva e al momento che sta vivendo. Per questo la valuto sempre con attenzione all’interno del percorso.
Le tecniche di respirazione possono aiutare in caso di ansia, stress o tensione corporea?
Sì, possono essere un valido supporto per aumentare consapevolezza, regolare l’attivazione interna, sciogliere tensioni e migliorare il contatto con il proprio stato emotivo e corporeo.
La meditazione o il lavoro sul respiro fanno parte del percorso terapeutico?
Possono farne parte, quando sono coerenti con il bisogno della persona e con il tipo di lavoro che stiamo facendo. Non li propongo come soluzioni automatiche, ma come strumenti integrati in un percorso più ampio.
Serve parlare molto durante le sedute o si lavora anche in altri modi?
Non è necessario parlare continuamente. In alcuni momenti la parola è centrale, in altri può essere importante soffermarsi sul corpo, sul respiro, sul silenzio o su ciò che si sente senza doverlo spiegare subito.
Come puoi capire se hai bisogno di sostegno psicologico o di un percorso di crescita personale?
Spesso la distinzione non è così netta all’inizio. Il primo colloquio serve anche a chiarire questo: se c’è una sofferenza che richiede un lavoro clinico più mirato oppure una fase di ricerca, cambiamento o approfondimento personale che può essere accompagnata in altro modo.
1. Percorso psicologico e modalità di lavoro
Ricevo solo in studio oppure anche online?
Ricevo sia in presenza sia online, in base alle esigenze della persona e alla tipologia del percorso.
Le sedute online sono efficaci quanto quelle in presenza?
Sì, in molti casi il lavoro online può essere efficace e valido quanto quello in studio. La scelta dipende dalla situazione, dalla qualità della connessione, dalla disponibilità di uno spazio riservato e dal tipo di lavoro da svolgere.
Si può lavorare con me su ansia e attacchi di panico anche online?
Sì. Anche online è possibile lavorare in modo serio ed efficace su ansia, stress, attacchi di panico e regolazione emotiva, adattando gli strumenti alla modalità del colloquio.
Come funziona una seduta online su Zoom o Google Meet?
La seduta si svolge in videochiamata, su una piattaforma concordata, in un orario stabilito. È importante avere una connessione stabile e uno spazio tranquillo, riservato e sufficientemente protetto per poter lavorare bene.
In quali città ricevo?
Ricevo in diverse sedi. Per conoscere con precisione i luoghi disponibili ti invito a consultare la pagina dedicata o a contattarmi direttamente.
Come si prenota una seduta con me?
Puoi richiedere un appuntamento attraverso i contatti presenti sul sito. Una volta ricevuta la richiesta, ti fornirò tutte le indicazioni utili per concordare data, orario e modalità dell’incontro.
Si può prenotare direttamente online?
Puoi prenotare della pagina prenotazione. In ogni caso, attraverso il sito puoi inviare una richiesta di contatto o di prenotazione per essere ricontattato e definire il primo incontro.
Come puoi contattarmi per avere informazioni prima di prenotare?
Puoi utilizzare i recapiti presenti sul sito alla pagina contatti per chiedermi informazioni, chiarire dubbi o capire quale modalità di lavoro possa essere più adatta alla tua situazione.
Quanto dura un colloquio psicologico?
Generalmente una seduta dura circa 50 minuti, salvo esigenze specifiche concordate nel percorso.
Quanto costa una seduta?
Il costo del colloquio può variare in base alla tipologia dell’incontro e alla modalità scelta. Per avere informazioni aggiornate, ti invito a contattarmi direttamente.
Con quale frequenza si svolgono gli incontri?
La frequenza viene definita in base alla situazione e agli obiettivi del percorso. In molti casi gli incontri hanno cadenza settimanale o quindicinale, ma la scelta viene valutata insieme.
Cosa devi fare se devi spostare o disdire un appuntamento?
In caso di necessità, ti chiedo di avvisarmi con il giusto anticipo, secondo le modalità comunicate al momento della presa in carico o della prenotazione.

